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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Economia

Aeroporto San Francesco, operazione rilancio: "Più comodo di Fiumicino anche per l’Umbria del sud"

Question time in consiglio regionale, la presidente Donatella Tesei risponde a Fioroni e Pastorelli: è un acceleratore per lo sviluppo, mezzo milione di passeggeri entro il 2024

“Per tempi complessivi di arrivo, parcheggio ed imbarco il nostro aeroporto è più comodo di quello di Fiumicino anche per l’Umbria del sud e sarà collegato mediante stazione di Collestrada a quella formidabile metropolitana di superficie dell’Umbria che sarà la nuova Fcu e che collegherà Città di Castello con Terni, con forti risvolti turistici, industriali e commerciali”.

Per l’operazione rilancio dell’aeroporto San Francesco, la presidente della giunta regionale, Donatella Tesei, “chiama” anche Terni: “Auspico un forte coinvolgimento di tutta l’Umbria sia nella governance che nel sostegno al piano industriale”.

Il San Francesco è stato uno tra gli argomenti trattati nel corso del question time di oggi, 9 novembre, del consiglio regionale. La governatrice ha illustrato il dossier aeroporto rispondendo alle sollecitazioni di Paola Fioroni e Stefano Pastorelli (Lega) che hanno chiesto “aggiornamenti da parte della Giunta circa l’assetto effettivo della Sase”.

“Sin dall’inizio della legislatura – ha spiegato Tesei - stiamo fortemente lavorando sul tema ‘collegamenti’, assolutamente prioritario per il rilancio dell’Umbria. Da una parte le infrastrutture stradali e ferroviarie, che pur strategiche hanno bisogno di tempo per gli interventi necessari, dall’altra gli indispensabili acceleratori dei collegamenti (treni veloci ed aerei) che ci colleghino a città italiane ed europee garantendo un'apertura al mondo. Nascono con questo intento la conferma del Frecciarossa di Perugia, la nuova possibilità di prendere l’alta velocità ad Orte e Terontola, l’analisi del raddoppio del Frecciarossa e di potersi collegare più velocemente via treno da Perugia e Terni con Firenze e Roma. Risponde a questa esigenza l’aeroporto dell’Umbria su cui sto personalmente lavorando dal primo giorno della legislatura. Dopo il ricostruito patto tra i soci, il completo cambiamento della governance precedente, il piano industriale, l’avvio del piano di rilancio ci ha fatto arrivare in estate alla necessaria ricapitalizzazione”.

Ricapitalizzazione che si è resa necessaria “causa covid ed errori delle gestioni precedenti” che hanno portato l’azienda “in patrimonio netto negativo e con la possibilità di fallimento. Nella difficile assemblea di ricapitalizzazione estiva – ha ricostruito la presidente - con l’aeroporto sull’orlo della liquidazione e tutto ciò che ne sarebbe derivato in termini di prospettive di collegamento e sperpero di danari pubblici, tra i soci solo la Regione si presentò con le risorse necessarie per l’immediata ricapitalizzazione. In questo modo la Regione ha salvato l’aeroporto e tutto il danaro pubblico che negli anni è stato speso, concedendo ai soci che volevano ricapitalizzare un termine fino al 31 ottobre. Parallelamente era già partito il nostro piano di rilancio con una molteplicità di rotte per il periodo marzo-ottobre 2021”.

Piano che ha consentito di superare, mese su mese, il 2019 pre pandemico, proiettando lo scalo umbro a fine 2021 con 140mila passeggeri contro i 219mila dell’intero anno 2019 della precedente gestione. “Il 2022 – ha però sottolineato la presidente - dovrà essere l’anno del definitivo rilancio, raggiungendo la cifra record di 300mila passeggeri. Questo ci consentirebbe di passare da 31esimo aeroporto subito a ridosso di grandi aeroporti nazionali. Negli anni successivi, 2023, 2024 si proseguirà verso l’obiettivo di 500mila passeggeri, il massimo che l’infrastruttura può consentire. Intanto, nel 2022 l’obiettivo di 300mila passeggeri, Covid permettendo, sarà conseguibile con un piano da 16 rotte fin dalla primavera con collegamenti con le più importanti città europee, con tutto il sud Italia, compresa la Sardegna, a due hub internazionali quali Monaco di Baviera e Londra, con tutti risvolti industriali, commerciali e di turismo immaginabili”.

Ovviamente, l’operazione non sarà indolore: “Per fare tutto ciò, è necessario che tutti i soci che al 31 ottobre hanno partecipato alla ricapitalizzazione, contribuiscano al piano industriale dell’aeroporto secondo la propria quota e che la Fondazione Cassa di risparmio di Perugia continui a garantire il supporto che ha sempre fornito”.

Ad oggi i soci pubblici che hanno fanno parte della compagine sociale sono il Comune di Perugia (6,25 per cento), Assisi (4,8 per cento), Bastia Umbra, mentre la Camera di commercio ha ridotto la propria quota al 10 per cento, pur restando primo socio di minoranza. La Regione, che tramite Sviluppumbria aveva assicurato il 100 per cento della ricapitalizzazione, manterrà la larga maggioranza assoluta delle quote (79 per cento).

“L’aeroporto oggi è un acceleratore su cui investire per il bene della nostra comunità. Il futuro dell’aeroporto – ha concluso Tesei - sarà scritto in un piano industriale 2022-2024 che la nuova governance sarà chiamata ad approvare. La Regione deciderà se e come aprire la partecipazione ad uno o più partner. Auspico un forte coinvolgimento di tutta l’Umbria sia nella governance che nel sostegno al piano industriale. Per tempi complessivi di arrivo, parcheggio ed imbarco il nostro aeroporto è più comodo di quello di Fiumicino anche per l’Umbria del sud e sarà collegato mediante stazione di Collestrada a quella formidabile metropolitana di superficie dell’Umbria che sarà la nuova Fcu e che collegherà Città di Castello con Terni, con forti risvolti turistici, industriali e commerciali”.

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