rotate-mobile
Economia

Ast-Arvedi, operazione da 1,5 miliardi. Il piano del cavaliere: ambiente e lamierino, a Terni una storia industriale e sociale

Intervista a Giovanni Arvedi del Sole 24 Ore: siamo un gruppo da settemila addetti, mi dà entusiasmo la sfida di una realtà industrialmente ferma e da rilanciare con fede, impegno e umiltà

“Tutti sappiamo quello che rappresenta Ast. Non è solo un insieme di parallelepipedi e macchine, ma una storia industriale e sociale scritta da uomini”. Che però in questo momento rappresenta una “realtà industriale ferma e da rilanciare” con “fede, impegno e umiltà”.

Sono le parole del cavalier Giovanni Arvedi in una intervista rilasciata oggi, primo marzo, a Il Sole 24 Ore a firma di Matteo Meneghello e Fabio Tamburini.

Nell’articolo si fa riferimento all’acquisizione da parte del gruppo cremonese di Acciai speciali Terni nell’ambito di una operazione che “vale circa 1,5 miliardi di euro tra spese per il deal e investimenti, e che porta il gruppo a diventare primo player dell’acciaio italiano, con un fatturato proforma che nell’esercizio appena chiuso sfiorerà gli 8 miliardi”.

La lunga intervista rappresenta l’occasione per anticipare quello che sarà il prossimo futuro di viale Brin.
“Ast deve diventare competitiva per fronteggiare la concorrenza e potere svilupparsi con le proprie forze – dice il cavaliere al principale quotidiano economico nazionale - Abbiamo predisposto un programma di interventi urgenti e condotto lo studio per nuovi investimenti, che saranno pari almeno al costo d’ acquisto degli asset. Il piano non sarà calato dall’ alto ma frutto di un confronto da raggiungere anche con i responsabili degli impianti di Ast. Punterà sull’ aumento produttivo e di capacità di finitura. Priorità sarà la decarbonizzazione con l’idrogeno verde. Un piano da circa 1,5 miliardi”.

Piano che non sarà fatto soltanto di acciaio, ma anche di ambiente e sociale. “Il piano ambientale è pronto, presto sarà presentato alle istituzioni. Migliorerà tutela ambientale, sostenibilità e continuità aziendale. Il piano sociale sarà discusso con il sindacato. Contiene elementi innovativi, ispirati al principio che imprenditore e management sono al servizio di azienda e lavoratori. Con la proposta di aprire il board di Ast a due rappresentanti dei lavoratori ha un po’ spiazzato il sindacato (…). Non desidero dividere il sindacato ma collaborare e raggiungere obiettivi comuni. Comunque siamo aperti alla discussione e saranno anche gli stessi lavoratori a decidere cosa fare”.

E poi ancora, il possibile ritorno al lamierino: “Il lamierino magnetico – dice Arvedi - e in particolare la sua crescita trainata dall’auto elettrica, è tra le priorità. Conosciamo bene i risultati ottenuti dai tecnici Ast in collaborazione con il Csm. L’obiettivo è produrne almeno 200mila tonnellate, sia a grani orientati che non orientati; un volume che in futuro potrà raddoppiare. A valle di questa operazione Finarvedi avrà tre divisioni: una legata all’ Acciaieria di Cremona, una ad Ast, una terza con Ilta, Arinox e il resto. Ast deve tornare redditizia, è una condizione primaria. Per noi è uno stand alone business e deve ritrovare competitività. Certamente esistono sinergie e le implementeremo”.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Ast-Arvedi, operazione da 1,5 miliardi. Il piano del cavaliere: ambiente e lamierino, a Terni una storia industriale e sociale

TerniToday è in caricamento