Ast, Marini “bacchetta” Di Maio: troppo impegnato per parlare dell’acciaieria

La presidente della Regione: da un mese abbiamo chiesto un incontro al ministro, ma non ci può ricevere neanche di sabato e domenica. Se questo è il cambiamento…

Il post della presidente Marini

Il futuro di Ast non è soltanto il futuro di Terni. Il destino della multinazionale dell’acciaio tocca infatti da vicino le corde dell’economia umbra, nazionale ed internazionale. Tanto è vero che le mosse al vertice di Thyssen Krupp e le ipotesi di uno “spezzatino” industriale – che avrebbe ricadute su viale Brin – tengono col fiato sospeso il Governo tedesco da Berlino fino ai parlamenti regionali.

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Cosa che invece pare non stia accadendo in Italia. “Abbiamo sollecitato da circa un mese un incontro al ministero con il ministro Di Maio per Ast, le acciaierie di Terni appartenenti a TK. Ho chiesto anche come presidente di Regione – scrive Catiuscia Marini in un post su facebook - un incontro personale con il ministro. I sindacati hanno sollecitato il tavolo direttamente alla segreteria del ministro. Non abbiamo ricevuto risposta. Il capo di gabinetto del Mise ha mandato a dire alla mia segreteria che il ministro è impegnato per Ilva e Decreto dignità e che purtroppo neanche di sabato e domenica mi può ricevere. In questi anni da presidente di Regione – sottolinea la governatrice Marini - ho interloquito con ben cinque governi, con cinque diversi presidenti e con numerosi ministri a guida Mise. Mai, dico mai, mi è capitato di non ricevere alcun tipo di interazione, soprattutto per le Acciaierie di Terni. Sinceramente, mi interessa poco della polemica politica ma del futuro della più grande industria privata della regione. E uno dei principali siti produttivi dell'Italia manifatturiera dovrebbe essere una priorità di tutto il Governo. Se questo è il cambiamento”.

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