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Caro carburante fra aumenti e accise, la richiesta: “Ridateci i soldi”

Impennata del prezzo del gasolio per autotrazione, sono 365 le imprese dell’autotrasporto nel Ternano: batosta da 8.600 euro per ogni tir

Ci sono gli aumenti e le tasse. Da una parte gli “spaventosi” incrementi che negli ultimi mesi hanno interessato gas, luce e – ad esempio – gasolio per autotrazione. E poi ci sono le imposte, che proprio sulla base di questi incrementi, sono lievitate.

A fare i conti in tasca allea migliaia di imprese dell’autotrazione sparse per l’Italia è l’Associazione artigiani e piccole imprese Cgia di Mestre: “Se un anno fa il prezzo del diesel alla pompa era di 1,35 al litro, oggi è pari a 1,65 euro (+ 22,3 per cento). Pertanto – spiega in una nota l’ufficio studi di Cgia - il costo del pieno per un mezzo pesante di oltre 11 tonnellate è salito di 150 euro. Alla luce del fatto che un tir percorre mediamente 100mila km all’anno e consuma 3,5 litri circa al chilometro, rispetto a 12 mesi fa, un autotrasportatore ha subito un incremento di costo di quasi 8.600 euro per ogni automezzo”.

Secondo le ultime statistiche disponibili del centro di elaborazione dati (Ced) del ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, il numero di imprese di autotrasporto presenti in Italia è pari a 98.517. A livello regionale la Lombardia è la realtà territoriale che presenta il numero più elevato: 14.131. Seguono l’Emilia Romagna (10.532), la Campania (9.436), il Veneto (9.171) e il Lazio (8.937). A livello provinciale, invece, è Roma a registrare il numero più importante: 6.199. Seguono Napoli (4.502), Milano (4.000), Torino (2.962), Palermo (2.494), Bari (2.396), Salerno (2.393), Bologna (2.371) e Brescia (2.163).

Per quanto riguarda l’Umbria, le imprese di autotrasporto a livello regionale sono 1.658 di cui 365 nel territorio della provincia di Terni.

Questo però non basta. Perché a seguito della ripresa degli spostamenti e dell’impennata del prezzo alla pompa della benzina, del diesel e del gpl per autotrazione, l’ufficio studi della Cgia ha stimato che nel 2021 l’erario ha incassato un maggior gettito di circa 1 miliardo di euro. “Perché mai il fisco ha beneficiato di questo extra-gettito? A fronte dell’aumento dei prezzi del greggio registrato a partire dall’inizio del 2021, per lo Stato, che applica sulla base imponibile dei carburanti l’Iva al 22 per cento, il gettito è aumentato. Se poi teniamo conto che questa base imponibile contiene anche le accise, questo è un tipico esempio di doppia tassazione, ovvero di una tassa sulle tasse. Per questo motivo gli artigiani mestrini chiedono al Governo di restituire agli italiani, in particolar modo agli autotrasportatori e a chi utilizza quotidianamente un autoveicolo per ragioni professionali (taxisti, autonoleggiatori, agenti di commercio, etc.), questo tesoretto da 1 miliardo di euro, aumentando, ad esempio, il credito di imposta sui carburanti che ai trasportatori viene riconosciuto trimestralmente. Si segnala, infatti, che il peso delle accise sul prezzo alla pompa dei carburanti è impressionante: sulla benzina verde incide per il 41 per cento, sul gasolio per autotrazione per il 37,5 per cento e sul Gpl per il 18 per cento.

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