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Giovedì, 19 Maggio 2022
Economia

Le banche “scappano” dal Ternano, ma i parlamentari “snobbano” l’incontro con il sindacato

Otto comuni della provincia senza filiali, la Fabi chiama i diciassette onorevoli eletti in Umbria: si presentano in due e quattro si giustificano. “Serve la massima attenzione su questo tema per le gravi ripercussioni nei territori e nelle comunità”

Dal 2010 in Umbria sono state chiuse più di 170 filiali, quasi un terzo del totale. Solo tra il 2018 e il 2019, secondo i dati di Bankitalia, la regione ha perso 24 filiali, di cui 18 in provincia di Perugia e 6 in quella di Terni, mentre i dipendenti del settore sono passati da 3.342 a 2.919, con una perdita di oltre 400 posti di lavoro. E il futuro potrebbe seguire le pieghe scure del passato.

In base a dati aggiornati al 16 marzo 2022, in provincia di Terni sono presenti 83 filiali bancarie dislocate in 24 comuni del territorio. Otto municipi sono dunque senza banche. Tra questi, Arrone, Montecchio, Polino, Alviano. La banca con più filiali è la Cassa di risparmio di Orvieto (19) seguita da Intesa Sanpaolo (17) e Unicredit (10) mentre la città con più sportelli è Terni (33) seguita da Orvieto (13) e Narni (6).

Il tema del “disimpegno delle banche dal territorio regionale” è al centro dell’iniziativa di Fabi Umbria, il sindacato autonomo dei bancari, proprio con l’obiettivo di contenere “le gravi conseguenze” della “desertificazione bancaria” su cittadini e imprese, sui servizi offerti e sull’occupazione.

Nell’ambito dell’iniziativa “Borghi senza banche”, portata avanti dalla Fabi regionale dal 2020, i 17 parlamentari umbri sono stati inviatati ad un incontro presso la sede del sindacato “per condividere le nostre analisi e le nostre proposte. Purtroppo – spiega una nota della Fabi - solo 6 parlamentari hanno risposto al nostro invito”.

All’incontro hanno preso parte i segretari regionali Anna Minelli, Claudio Cresta, Enrico Simonetti e Leonardo Guerra del coordinamento nazionale quadri direttivi.

“Ringraziamo innanzitutto la senatrice Emma Pavanelli e l’onorevole Valter Verini per la gradita presenza, i senatori Fiammetta Modena e Luca Briziarelli e gli onorevoli Anna Ascani e Virginio Caparvi per le cortesi risposte con le quali giustificavano l’impossibilità a presenziare per impegni istituzionali già presi, mentre gli altri non hanno ritenuto di attribuire all’invito l’interesse che a nostro giudizio avrebbe meritato”.

“Riteniamo che i massimi esponenti istituzionali della nostra comunità regionale – dice la Fabi - debbano avere la massima attenzione su un tema come quello della scomparsa delle banche dal nostro territorio per le gravi ripercussioni nei territori e nelle comunità che li hanno eletti”.

“Riteniamo che l’evoluzione del sistema bancario della nostra regione possa essere governata e non subita passivamente. Estremamente positivo l’interesse dimostrato dalla senatrice Pavanelli e dall’onorevole Verini per le tematiche esposte e soprattutto interessanti spunti di riflessione circa le strategie comuni da mettere in campo per tentare con il concorso di tutti gli attori regionali, associazioni di categoria, istituzioni politiche, fondazioni bancarie, forze della società civile, di gestire al meglio un fenomeno complesso, come quello dell’evoluzione del sistema del credito”.

“Siamo convinti che solo da una azione condivisa ed efficace – dicono infine dalla Fabi - possa derivare una reale inversione di rotta di un fenomeno, quale quello della desertificazione bancaria che rischia di penalizzare gravemente la nostra comunità regionale sia in termini di servizi che di occupazione”.

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