Dazi Usa e crisi dell’auto, un anno nero per l’acciaio ternano: Ast chiude il bilancio in rosso

Conti in perdita per poco più di 1,8 milioni, l’analisi di viale Brin: risultato non soddisfacente, ma sarebbe stato ben peggiore se l’azienda non avesse adottato azioni volte a renderla più competitiva e meno vulnerabile alle pressioni sui prezzi

L’acciaio scricchiola. Colpa dei dazi Usa ed ella crisi del mercato dell’auto che hanno creato un contesto “difficile” dentro al quale Acciai speciali Terni si è trovata ad operare in questo ultimo anno che si chiude con un “rosso” nei conti da poco più di 1,8 milioni di euro.

Una nota diffusa da Ast spiega infatti che “Acciai speciali Terni chiude il bilancio dell’anno fiscale 2018/19 con un utile ante imposte di 332.549 euro, cui seguono imposte per 2.218.489 euro che portano il risultato netto ad una perdita di 1.885.940 euro. Per inquadrare questo risultato, in netta controtendenza rispetto ai due passati esercizi – rileva viale Brin - occorre valutare il difficile contesto in cui la società si è trovata ad operare, in uno scenario di prezzi decrescenti avviato già nell’ultimo trimestre dello scorso anno e che è andato via via peggiorando”.

Lo scoglio più alto è senza dubbio rappresentato dai “dazi introdotti all’inizio del 2018 da Trump” che “hanno determinato il riversamento in Europa di tutto l’eccesso di capacità produttiva asiatica prima distribuito anche negli Stati Uniti, creando una sovrabbondanza di offerta e il conseguente crollo dei prezzi, ricaduti sulle spalle dei produttori europei”. Per Ast questo ha significato “una flessione dei volumi complessivamente contenuta del 5,6%.

I dazi non sono gli unici responsabili. “Anche i tubi hanno subìto una diminuzione (-8.6%), causata dalla crisi del settore dell’auto. Tuttavia l’impatto maggiore sul risultato lo ha avuto la flessione nei prezzi, necessaria per mantenere quote di mercato e tenere testa alla concorrenza”.

Viale Brin non è però rimasta immobile di fronte ai terremoti del mercato. E pur senza voler sminuire i contorni di un “risultato non soddisfacente” la riflessione sulla situazione generale della grande fabbrica porta a considerare che “l’esito di un anno così difficile sarebbe stato ben peggiore se l’azienda non avesse adottato in questi ultimi esercizi delle azioni volte a renderla più competitiva e meno vulnerabile alle pressioni sui prezzi: in primis, puntando ad una politica commerciale che abbia come clienti gli utilizzatori finali, interessati al prodotto per le caratteristiche di qualità e di servizio offerte e non tanto per il prezzo”.

Non di solo mercato però vive Ast che sta invece lavorando attorno ad aspetti sociali ed ambientali, nell’ottica di quegli obiettivi indicati dall’amministratore delegato, Massimiliano Burelli, nel corso dell’iniziativa OCSE “Trust in Business” organizzata a Parigi nel mese di ottobre.

“Proprio in questa direzione sono stati raggiunti risultati concreti tramite investimenti basati sul principio di economia circolare, primo fra tutti il progetto di recupero delle scorie di lavorazione, attività affidata alla società finlandese Tapojarvi Oy. Ad aprile è stato inaugurato il nuovo impianto per la generazione di vapore a recupero che consente allo stabilimento di elevare al 70% del totale la quota di vapore prodotto senza l’utilizzo di combustibili fossili e ridurre le emissioni di CO2 in atmosfera per un quantitativo pari a 30 mila tonnellate annue”.

“Oltre all’impegno verso la sostenibilità – spiegano ancora da viale Brin - è maturata la consapevolezza che solo attraverso l’integrità ed elevati standard etici un’azienda possa ottenere la fiducia di tutti gli stakeholders: per questo Ast ha organizzato nel corso dell’anno i Legality Days, una serie di eventi aperti alla comunità sul tema della legalità. In coerenza con il percorso intrapreso, nel corso del corrente anno fiscale Ast è tra le prime otto grandi aziende in Italia e prima acciaieria in Europa ad aver ottenuto la certificazione ISO 37001 - Sistema di gestione per la prevenzione della corruzione”.

Tra gli obiettivi inseguiti quest’anno, anche quello di incrementare gli standard di sicurezza nei luoghi di lavoro. L’azienda ha adottato ad esempio il programma Leadership in Health & Safety, con l’obiettivo di promuovere un cambiamento culturale sulla sicurezza, sul posto di lavoro e non solo, attraverso la creazione di “safety leaders” in grado di influire positivamente sul comportamento dei propri collaboratori: sono stati organizzati numerosi workshop che hanno coinvolto circa 340 persone tra manager e preposti e una giornata dedicata alla sicurezza nei luoghi di lavoro, in cui Ast ha aperto le porte del teatro Secci alla città per la rappresentazione dello spettacolo teatrale “Il Virus che ti salva la vita”.

“Nel corso dell’ultimo anno fiscale – rileva ancora la nota di Ast - si sono ulteriormente consolidate le attività denominate Back to Basics, tramite la realizzazione di 369 Kaizen blitz che hanno coinvolto 1208 persone. Back to Basics è stato uno dei principali strumenti operativi nel contesto del progetto di ottimizzazione della produzione, ed ha sviluppato un’innovativa integrazione con il mondo qualità che ha permesso di consolidare il pacchetto di certificazioni qualitative dell’azienda”.

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