Thyssenkrupp, profondo rosso: le perdite sfiorano i due miliardi. Merz: ristrutturazione imminente

I conti di Ast pesano sul bilancio complessivo di Essen: giù ordini e vendite, gravi le conseguenze dell’emergenza sanitaria. E il passaggio di mano si avvicina

“Siamo riusciti a superare la crisi leggermente meglio di quanto inizialmente temuto nel terzo trimestre”, confessa Martin Merz di ThyssenKrupp, “mentre ora assistiamo a segnali di stabilizzazione, le imminenti ristrutturazioni e il risanamento del bilancio continueranno a pesare sugli utili nel trimestre in corso. Con i proventi della transazione di Elevator ora possiamo finalmente affrontare sistematicamente queste misure”.

Illustrando il bilancio dopo il terzo trimestre dell’anno fiscale 2019-2020, da Essen non trapela alcuna novità (ufficiale) sulle prossime tappe della vendita di Ast. Ma il passaggio del Ceo e gli stessi conti di viale Brin lasciano immaginare che i tempi siano maturi.

Per quanto riguarda la situazione generale della multinazionale tedesca, gli ordini sono calati complessivamente del 19% rispetto all’anno precedente, stabilendosi a 19,8 miliardi di euro. Le vendite sono diminuite del 15%. Il terzo trimestre registra una perdita operativa di 679 milioni, a fronte di previsioni che per il periodo aprile-giugno ipotizzavano un “buco” da un miliardo di euro.

Va male tutto il gruppo, compresa la divisione Materiali Service, di cui fa parte lo stabilimento di Terni. In viale Brin, vendite e ordini sono diminuiti del 18%, risentendo in maniera pesante dell’emergenza sanitaria che ha bloccato l’attività della fabbrica, ripresa poi a singhiozzo anche dopo la fine del lockdown a causa della cassa integrazione a cui l’azienda ha costantemente fatto ricorso.

“Di conseguenza – afferma ThyssenKrupp - l’Ebit rettificato è diminuito anno su anno a 62 milioni di euro, l’anno precedente era 119 milioni di euro”. Nei primi nove mesi dell’anno fiscale 2019-2020 ThyssenKrupp ha registrato una perdita netta di 1,978 milioni di euro. Il quarto trimestre, secondo le previsioni della multinazionale tedesca, dovrebbe essere stabile mentre per l’intero anno è possibile un Ebit rettificato negativo tra 1,7 e 1,9 miliardi di euro.

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Settembre ed ottobre dovrebbero essere i mesi “caldi” per il passaggio di consegne. In fila c’è il gruppo Marcegaglia e – almeno – altri quattro soggetti che potrebbero essere interessati all’operazione Ast. Sulla quale però potrebbero pesare i numeri dell’ultimo anno.

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