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Claudio Cipolla

Claudio Cipolla

“Capodanno all’Ast, speriamo solo che dopo i brindisi e i fuochi d’artificio non arrivi anche il botto”

Intervento del segretario generale della Cgil di Terni, Claudio Cipolla: evento di sicuro risalto mediatico, ma pensare a festeggiamenti in fabbrica in questa fase risulta piuttosto difficile

“Il capodanno Rai in Ast sarà sicuramente un evento di grande risalto mediatico, speriamo solo che dopo i brindisi e i fuochi d’artificio non arrivi anche il botto”. Claudio Cipolla, segretario generale della Cgil di Terni, commenta così, con una punta d’ironia, la scelta della Regione Umbria e del Comune di Terni di spendere ingenti risorse pubbliche – mezzo milione di euro da parte della Regione e 150mila da parte del Comune di Terni, che ha ricevuto un contributo di pari entità dalla Fondazione Carit - per organizzare la notte di San Silvestro all’interno delle acciaierie.

“Per restare sull’ironia - continua Cipolla - speriamo almeno che Amadeus ci presenti il nuovo acquirente e il relativo piano industriale, visto che ad oggi non sono noti e non c’è alcuna certezza sul futuro del sito. Mentre conosciamo, ahimè, il numero di contagi da Covid all’interno della fabbrica e l’emergenza sanitaria complessiva del territorio e la cosa non ci fa stare certo tranquilli”.

Insomma, secondo la Cgil ternana, per chi conosce la situazione di Ast e più in generale la crisi profondissima che attraversa il sistema produttivo locale, con i suoi risvolti sociali sempre più drammatici, pensare a festeggiamenti in fabbrica in questa fase risulta piuttosto difficile.

“Dopodiché - continua Cipolla - visto che la decisione è presa, ci auguriamo che almeno si voglia cogliere l’occasione per aprire davvero una discussione sul futuro di Ast, sulla sua strategicità e sulle garanzie occupazionali, dato che Thyssen ha da tempo annunciato il suo disimpegno”.

E a proposito di Thyssen: “La dirigenza ha chiarito che si limiterà a mettere a disposizione gli spazi - conclude Cipolla - ma anche gli spazi di una grande azienda a ciclo continuo hanno un costo, che si somma alle già importanti risorse erogate dal pubblico, in una fase in cui, certamente, servirebbero altri investimenti per uscire da un’emergenza che ci sta letteralmente travolgendo”.

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