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Venerdì, 1 Marzo 2024
Economia

Meno negozi e più bar: così cambia il volto del centro storico di Terni

“Sparite” oltre ottanta attività di vendita al dettaglio in poco più di dieci anni, in controtendenza il settore della ristorazione: il dettaglio dei dati nell’indagine di Confcommercio

Il fenomeno è sotto gli occhi di tutti. I dati di Confcommercio lo confermano. Il volto commerciale del centro storico di Terni cambia volto: chiudono i negozi di vendita al dettaglio, aumentano le attività legate al mondo della ristorazione.

La fotografia emerge dall’osservatorio di Confcommercio sulla demografia d’impresa nelle città italiane e nei centri storici, con focus su Terni e Perugia, che “conferma anche quest’anno un trend pesante e che sembra inarrestabile”, spiega l’associazione di categoria.

La sintesi, brutale, è la seguente: in poco più di dieci anni sono “sparite” 82 attività di commercio al dettaglio nel centro storico di Terni e 108 in quello di Perugia. Negli ultimi 4 anni, il centro storico di Terni ha peso l’8,38 per cento dei negozi, mentre nelle periferie il calo è stato del 5,01 per cento. Perugia ha perso il 12,04% dei negozi mentre nelle periferie il dato è di -7,16%. Più preoccupante il confronto tra i dati del 2012 e quelli 2023, visto che il centro storico di Terni ha perso oltre il 21 per cento di attività commerciali nel centro storico e quasi il 18 per cento nel resto del territorio. Perugia ha perso ben il 30,95% delle sue attività commerciali, contro il 13,98% del resto del territorio comunale.

Allargando la lente d’osservazione, nel centro storico di Terni le attività commerciali sono passate dalle 334 del 2019 alle 306 del 2023. Fuori dal centro storico i negozi erano 818 nel 2019, 777 nel 2023. Il settore ricettività-ristorazione: nel centro storico i bar, alberghi e ristoranti erano 154 nel 2019 e 146 nel 2023. Fuori del centro storico: 332 nel 2019 e 320 nel 2023. Facendo il confronto tra la situazione del 2012 e quella del 2023, le imprese commerciali ternane, che nel centro storico sono diminuite del 21,13% rispetto al 2012 e fuori del centro storico del 17,78%. In controtendenza il comparto ricettività ristorazione: nel centro storico di Terni sono aumentate del 3,55%; fuori del centro storico invece calo del 6,98%.

Ancora, rispetto al 2012 le imprese commerciali del centro storico di Perugia hanno avuto un crollo del 30,95%; mentre fuori del centro storico sono calate del 13,98%. Per quanto riguarda il settore della ricettività-ristorazione, nel centro storico di Perugia, nello stesso periodo, queste attività sono aumentate del 3,69%, fuori del centro storico invece calo dell’8,15%.

Un trend che “preoccupa” Confcommercio, ma che “chiama in causa tutti, perché significa meno servizi, vivibilità, sicurezza, attrattività. La riduzione dei livelli di servizio offerto dai negozi in sede fissa – commenta l’associazione - confina infatti con il rischio di desertificazione commerciale dei centri storici, dove invece vanno richiamati giovani e famiglie, con specifiche politiche attive”.

“Anche quest’anno, i dati del nostro osservatorio ci confermano che nei centri storici chiudono più negozi che nelle periferie”, commenta il presidente di Confcommercio Umbria, Giorgio Mencaroni.

“Contrastare il fenomeno della desertificazione commerciale - dice ancora Mencaroni - è uno degli obiettivi del progetto Cities di Confcommercio, che intende proprio contribuire alla riqualificazione e rigenerazione dei centri urbani e sostenere le economie di prossimità”.

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