Ecco come funziona l’ecosismabonus, tutti i dettagli per ristrutturare casa “gratis”

Il decreto Rilancio è stato trasformato in legge. Finalmente privati ed enti possono avviare i lavori di riqualificazione degli immobili senza spendere nulla. Intervista all'ingegner Cristian Angeli

Il tanto atteso ecosismabonus è diventato realtà. Finalmente privati ed enti e possono avviare i lavori di riqualificazione degli immobili da loro detenuti (in proprietà o in affitto, non importa) senza spendere nulla, in quanto tutti gli oneri potranno essere ceduti a terzi, solitamente all’impresa esecutrice, che emetterà al cliente una fattura a zero. Poi a sua volta essa potrà detrarre il credito dalle imposte o cederlo a una banca.

A questo punto diventa importante capire chi ha davvero diritto alle agevolazioni ed entro quali limiti, perché è chiaro che si tratta di una opportunità che fa gola a tutti.

2-11In questi casi è importante riferirsi a personale qualificato, che sappia dare i giusti consigli per evitare spiacevoli sorprese. Ricordiamoci infatti che, in caso di irregolarità, il contributo offerto dallo Stato può essere revocato, con conseguenti sanzioni aggiuntive. Ne abbiamo parlato con Cristian Angeli, ingegnere esperto in sistemi costruttivi innovativi.

Ingegnere, tutto vero?

“Direi proprio di sì, il decreto Rilancio è stato convertito in legge come previsto e l’Agenzia delle entrate ha iniziato a far circolare i primi chiarimenti. Anche il Mise ha diffuso una prima bozza di decreto attuativo, che conferma sostanzialmente le notizie che già circolavano. Ora l’attenzione deve essere posta sui dettagli: i massimali, la tipologia di interventi, il titolo in base al quale si detiene l’immobile, la corretta impostazione delle pratiche edilizie. Tutto deve essere ponderato nei dettagli, ma siamo effettivamente operativi”.

Chi e in quali casi può beneficiare concretamente dello “sconto” del 110%?

“Il quadro è abbastanza articolato. Per rispondere faccio alcuni esempi. Possono beneficiare senza alcun dubbio le persone fisiche proprietarie o affittuarie di abitazioni di qualunque tipo, anche seconde case, purché non classificate come ville dal punto di vista catastale (categorie A1, A8, A9). Possono inoltre beneficiare le stesse persone fisiche che possiedono capannoni e persino le società sportive per riqualificare strutture adibite a spogliatoi. Sono escluse invece le imprese, che però possono contare sulle detrazioni ordinarie previste prima del decreto rilancio”.

Quali sono gli interventi che rientrano nelle agevolazioni?

“Da questo punto di vista poco è cambiato rispetto alle prime versioni del decreto. In generale, semplificando al massimo, sono gli interventi di efficientamento energetico (esempio tipico il cappotto) e impiantistico (esempio la sostituzione della caldaia). Inoltre rientrano tutti gli interventi che determinano un aumento della sicurezza strutturale dell’edificio, come ad esempio la sostituzione di solai ammalorati o il rinforzo delle murature preesistenti”.

Per effettuare questo genere di lavori occorre aprire un cantiere e mettere in conto di abbandonare temporaneamente l’edificio?

“È necessario rivolgersi a un professionista abilitato che predisponga tutte le pratiche autorizzative in comune, quindi senza dubbio è necessario ‘aprire’ un cantiere. In merito alla necessità di sgombero, non è detto che sia indispensabile. Tutto dipende dal tipo di lavori e dalle tecnologie che si adottano. Ad esempio la sostituzione della caldaia o la realizzazione del cappotto non determinano particolari disagi per gli abitanti. Più delicato il tema delle strutture, in quanto se si interviene in modo convenzionale, ovvero mediante rinforzo localizzato di pilastri o con opere interne, diventa inevitabile mettere a nudo la vecchia struttura e quindi occorre abbandonare l’edificio per tutta la durata dei lavori”.

Certo questo potrebbe non essere molto incoraggiante per chi oggi è ancora incerto…

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“Sì, è vero. Però da questo punto di vista anche la versione definitiva del decreto non esclude la possibilità di efficientare l’edificio operando solo dall’esterno. Ad esempio si può valutare di realizzare apposite contropareti a ridosso di quelle esistenti mediante il sistema di costruzione Icf. In questo modo si può effettuare contemporaneamente l’efficientamento sismico e quello energetico senza interessare gli ambienti interni e quindi consentendo di mantenere operativo il fabbricato per tutta la durata dei lavori, che peraltro è abbastanza breve”.

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