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Le aziende di Terni cercano matematici e informatici, ma non li trovano: è allarme “mismatch”

I risultati dell’indagine Excelsior: la città dell’acciaio è maglia nera in Italia per la mancanza di figure professionali con “competenze digitali”. E la situazione si complica per la tecnologia 4.0

Il lavoro ci sarebbe pure. A manca, purtroppo, sono i lavoratori. O meglio, alcune figure professionali che – soprattutto dopo la pandemia – sono salite in cima alla lista delle priorità da parte delle aziende. A Terni, come in Umbria e nel resto d’Italia. Con una particolarità “negativa” per la città dell’acciaio.

Secondo l’indagine 2021 del sistema informativo Excelsior di Unioncamere e Anpal, realizzata in collaborazione con il centro studi delle Camere di commercio Tagliacarne, nel 2021 quasi il 71% delle aziende ha investito in tecnologie digitali, nuove formule organizzative e nuovi modelli di business e in questa direzione sono andate necessariamente le richieste di personale.

E infatti, la richiesta di competenze digitali da parte delle aziende che cercano profili da assumere è arrivata a sfondare il tetto “relativo” del 60%. Una “impennata” di richieste di competenze digitali che è collegata al post-pandemia: i cambiamenti avvenuti nelle organizzazioni aziendali, di tipo tecnologico ma anche organizzativo, hanno aumentato nei datori di lavoro la necessità di personale con competenze digitali almeno di base.

“In questa fotografia nazionale – spiega una nota diffusa dalla Camera di commercio dell’Umbria - l’istantanea scattata in Umbria mette in evidenza il preoccupante primato della provincia di Terni, dove secondo l’indagine si focalizzano le maggiori difficoltà a livello nazionale di reperimento di personale. Per le imprese del territorio ternano, le capacità più difficili da reperire tra i candidati sono quelle matematico-informatiche (59,3%). Perugia secondo questa classifica si colloca in 30esima posizione (45%) su un totale di 105 province”.

L’indagine Excelsior stila anche una classifica sulla base delle difficoltà di reperimento di figure con “capacità di utilizzare competenze digitali, come l’uso di tecnologie internet e la capacità di gestire e produrre strumenti di comunicazione visiva e multimediale”. A Terni il mismatch è pesante e raggiunge il 51,5%, seconda in classifica dopo Gorizia (54%). Complessa la situazione anche nel capoluogo di regione, dove le difficoltà di reperimento raggiungono il 43,6%.

Se si prende in esame la capacità di saper applicare le tecnologie 4.0, il mismatch tra domanda e offerta di lavoro “punisce” ancora la provincia di Terni, che registra un valore di molto superiore al 60% (67,4%), seguita da Rieti (64,6%) e da Belluno (64,4%).

“Come Camera di commercio abbiamo preso atto da tempo del pesante mismatch che coinvolge le nostre imprese umbre – sottolinea il presidente della Camera di commercio dell’Umbria, Giorgio Mencaroni – Le misure che noi possiamo mettere in campo sono quelle a monte, innestando azioni specifiche con il sistema della formazione, ma anche a valle sostenendo le imprese nella crescita del loro livello di digitalizzazione, ad oggi non adeguato alle nuove opportunità offerte dalle tecnologie 4.0. Basti pensare che la gran parte delle imprese che hanno fatto richiesta dei nostri voucher digitali, lo hanno fatto per sviluppare l’ e-commerce. Penso, ad esempio, alle nuove sfide legate all’intelligenza artificiale o ai sistemi di cloud computing che sono in grado di apportare un’innovazione profonda nei sistemi aziendali. Questi sono ancora quasi del tutto inesistenti nelle nostre aziende, che faticano, anche a causa della loro ridotta dimensione, ad abbracciare queste nuove opportunità”.

“Il nostro impegno anche per questo 2022 - conclude Mencaroni - sarà il sostegno al sistema imprenditoriale in un orizzonte che vede ecosostenibilità e digitalizzazione, tra i principali fattori di trasformazione per il mercato del lavoro”.

Già in atto anche per il 2022 il progetto “Crescere in digitale” grazie al quale la Camera di commercio potenzia le competenze digitali dei giovani e ne favorisce l’inserimento nel mondo del lavoro. Il progetto sostiene anche l’innovazione digitale delle aziende, grazie ai tirocini di giovani digitalizzatori.

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