Fase due, ma non per tutti: a Terni oltre 130 le imprese con le saracinesche ancora abbassate

Il dettaglio delle società ancora, fine del lockdown per oltre 26mila attività nel Ternano. La Camera di commercio: shock pesante, ma le Terre di San Valentino sono una meta perfetta per l’estate 2020

Sono 132 le attività che a Terni e nel territorio provinciale sono ancora in lockdown. L’ultimo Dpcm – quello emesso dal Governo lo scorso 17 maggio – ha invece dato il via libera ad oltre 26mila imprese (26.687) ossia la quasi totalità del sistema produttivo locale.

A tirare un primo bilancio della fine della quarantena è la Camera di commercio di Terni che specifica come, rispetto alle 132 società ancora ferme (lo 0,4% delle imprese attive) 82 sono localizzate a Terni, mentre le restanti 50 si trovano nel resto della provincia.

Scendendo più nel dettaglio, sono ancora ferme le società operanti nei settori “ricreativo e  divertimento”. Si tratta principalmente di società sportive (83 sul territorio provinciale), centri termali e benessere (7), sale giochi e scommesse (17), cinema (6), società che gestiscono spettacoli, rappresentazioni teatrali o artistiche in genere (3) le attività sportive, comprese palestre (16).

“Con il Dpcm del 17 maggio – spiega ancora la Camera di commercio - il numero delle aziende che non possono riaprire si è dunque ridotto drasticamente in provincia di Terni, cosi come nel resto del territorio nazionale. Basti pensare che al 4 maggio a Terni ancora il 15% del sistema produttivo era con le saracinesche abbassate, pari a oltre 4mila imprese”.

Via libera dunque a ristoranti (724 in tutta la provincia), parrucchiere ed estetiste (753), bar (85), e alberghi (120, anche se qualcuno non ha ancora riaperto i battenti), negozi di abbigliamento (203). Pronti alla ripartenza anche agenzie di viaggio e tour operator (44).

“L’ordinanza del 17 maggio non è un’ordinanza come le altre - tiene a precisare il presidente della Camera di commercio di Terni, Giuseppe Flamini - perché è l’ordinanza della ripartenza, porta con sé un effetto psicologico molto importante per gli imprenditori e i cittadini”.

“Certamente – aggiunge Flamini - lo shock è stato pesante e ad oggi non è possibile fare previsioni perché molto dipenderà da come si evolverà la situazione sanitaria, non c’è dubbio che andremo incontro ad un periodo di recessione, la preoccupazione tra gli operatori economici è palpabile, basti sapere che stiamo ricevendo un numero elevatissimo di richieste di accesso al nostro bando liquidità, anche per richieste di prestiti minimi”.

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 “Tra i settori più colpiti dalla conseguenze della pandemia c’è quello del turismo, che forse dovrà attendere il 3 giugno, giorno in cui riapriranno i confini tra le regioni per poter riavviare effettivamente la propria attività. Noi ci auguriamo che la nostra provincia, con le sue meravigliose Terre di San Valentino, brand che come Camera di commercio stiamo promuovendo da tempo insieme alle altre istituzioni – conclude Flamini - possa rappresentare la metà ideale per i turisti dell’estate 2020, con i suoi piccoli borghi, le numerose attività all’aria aperta che può offrire e le proposte enogastronomiche in grado di competere con territori turisticamente più consolidati”. 

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