Coronavirus, i metalmeccanici: “Settore sostanzialmente fermo, ricevuto seimila richieste per ammortizzatori sociali”

La denuncia dei segretari di Fim, Fiom, Uilm: “Pochissime le aziende in questo momento in attività e anche quelle legate alle filiere essenziali sono aperte in modalità ridotta”

foto di repertorio

L’emergenza sanitaria dovuta alla diffusione del Coronavirus sta paralizzando (quasi) tutto il settore metalmeccanico della provincia. Il sindacato ha ricevuto richieste per ammortizzatori dedicati all’emergenza per oltre 6000 lavoratori che rappresentano più dell’80% dell’intera forza lavoro. Sono pochissime le aziende in questo momento in attività e anche quelle legate alle filiere essenziali sono aperte in modalità ridotta. I segretari di Fim, Fiom, Uilm, Simone Liti, Alessandro Rampiconi e Simone Lucchetti alzano la voce.

“Per quanto riguarda l’azienda più grande per occupati e fatturato, dopo due settimane di fermo produttivo, le attività sono potute riprendere dopo una comunicazione del Prefetto di Terni, che a fronte di un’istruttoria non ha rilevato elementi ostativi alla ripresa. Sono pesanti nella vicenda il silenzio assordante delle altre istituzioni locali e regionali che tra l’altro rappresentano i massimi organi deputati in materia, ed ancora ad oggi, purtroppo, non abbiamo compreso le loro azioni.

Nei giorni scorsi abbiamo assistito ad una strumentalizzazione sulla strategicità di Acciai Speciali Terni che noi continuiamo a sostenere e rivendicare con forza. Tutti gli accordi fatti, negli anni passati, che sono stati sottoscritti hanno affermato questa condizione che deve essere indispensabile anche rispetto al futuro. è evidente che la strategicità menzionata nel DPCM del 22 marzo 2020 è riferita all’emergenza sanitaria e quindi ne cambia radicalmente il senso. Chiediamo a tutti i soggetti deputati di assumere il massimo impegno e responsabilità.

Il comportamento delle aziende non è stato uniforme, abbiamo avuto esempi virtuosi da seguire, come chi ha concordato con il sindacato fermate anche prima dei decreti al fine di sanificare e mettere in sicurezza la salute dei lavoratori, per ridurre il rischio da contagio, ripensando anche a nuovi modelli organizzativi, e chi invece ha pensato solo alla prosecuzione dell’attività con un vecchio cinismo padronale. Registriamo che già c’è chi tra le aziende si è resa disponibile per effettuare tamponi e test sierologici per i lavoratori, anche su questo punto serve chiarire se il sistema sanitario regionale è pronto a svolgere questo compito determinante per evitare la diffusione del contagio nei luoghi di lavoro.

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Le segreterie territoriali ritengono urgente che le prossime decisioni prese dal il Governo nazionale, siano efficaci per tutelare il lavoro e i lavoratori tutti, in modo da garantire una tenuta economica e sociale del paese. In questo momento pensiamo sia indispensabile effettuare incontri specifici in tutte le aziende del Ternano per mettere in campo ulteriori azioni necessarie, oltre a ciò che prevedono i protocolli e DPCM per avere una ripresa delle attività produttive nel massimo del rispetto della sicurezza e della salute dei lavoratori!”.

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