Imprese allo stremo, occorrono concreti interventi subito per dare liquidità e liberarle da burocrazia e tasse

Emergenza Coronavirus, l’intervento di Confartigianato Terni: la politica giusta non è quella di chiedere comprensione ai contribuenti ternani, bensì quella di farsi promotori di una rivendicazione nazionale

Mauro Franceschini

Il nostro territorio non può permettersi di arrivare all’appuntamento cruciale della ripartenza dopo la crisi sanitaria con i consueti atteggiamenti di attendismo e di accettazione delle situazioni come ineluttabili.

Non basta più fare il possibile all’interno della gabbia delle regole attuali, occorre avere la forza di cambiare le regole. Questa forza la dobbiamo trovare sul territorio con una sintonia e una alleanza inedite tra istituzioni, politica e forze economiche che metta in cima alle priorità di tutti la sopravvivenza delle imprese.

In questo senso prendiamo atto della decisione del Comune di Terni di prorogare le scadenze delle tasse, tariffe e tributi comunali per sei mesi, ma non possiamo non rilevare che occorre fare di più: se siamo tutti d’accordo che adesso bisogna evitare le chiusure delle imprese per non generare disoccupazione e crisi economica, non si può pensare che le imprese, soprattutto quelle artigiane, piccole e medie, continuino a sopportare tutti i costi in assenza di ricavi, con un’unica prospettiva: quella di caricarsi di debiti per il prossimo futuro.

Occorre sgravare le imprese dai costi aziendali, occorre cancellare gli oneri tributari nazionali e locali per almeno un anno, anche perché la gran parte delle imprese (si pensi al turismo, alla filiera tessile dell’abbigliamento, al settore degli eventi, ai produttori e venditori di merci deperibili, ecc.) hanno già compromesso una stagione intera.

Certamente non è facile per il Comune di Terni gestire l’emergenza e simultaneamente contribuire positivamente al rilancio futuro delle imprese con degli sgravi fiscali, stante le conseguenze ancora in atto del dissesto, ma la politica giusta non è quella di chiedere comprensione ai contribuenti ternani, bensì quella di farsi promotori di una rivendicazione nazionale per ottenere provvedimenti ad hoc per i comuni in dissesto, che non possono scaricare sui cittadini e sul futuro del proprio territorio le conseguenze delle passate gestioni con la chiusura delle imprese e con la cronicizzazione della crisi.

Occorre prendere atto della realtà e cioè che le imprese hanno ristrettissimi margini per fare altri debiti e di certo non possono più fare credito alla pubblica amministrazione locale: l’Asm e il Comune devono trovare il modo di azzerare l’arretrato dei pagamenti per forniture effettuate, rispettando, lo auspichiamo e li ringraziamo per l’impegno profuso, i termini concordati negli incontri tenuti presso la nostra associazione. Anche il Comune di Terni deve prepararsi da subito a questa evidente realtà, altrimenti appena le scuole potranno riaprire ci troveremo di fronte a nuove emergenze (mancanza dei servizi di mensa, pulizie, riscaldamenti, nessuna disponibilità ad anticipare le cedole librarie da parte delle librerie, ecc.).

Il Comune può in questo momento rispondere efficacemente alle aspettative delle imprese:

  1. Procedendo alla sospensione dell’intera normativa della ZTL e dell’area urbana del centro Città di Terni, consentendo libero accesso veicolare, semplificando ancor più la notifica degli accessi e mantenendo i varchi accesi ai soli fini di controllo del territorio; questo per le motivazioni già indicate nella nostra nota inviata il 25 marzo. D’altronde il libero accesso sarebbe consentito solo a coloro che ne hanno diritto in base alla regolamentazione governativa.
  2. Mettendo in atto opportune azioni di controllo al fine di contrastare efficacemente l’abusivismo, che in situazioni di crisi come quella attuale, ampliata anche dall’emergenza Covid19, è sempre dietro l’angolo, sospinto anche da quella mancanza di senso civico che spesso determina il non rispetto delle regole da parte dei ‘furbetti’.
  3. Far rispettare i decreti in modo che le grandi attività commerciali che possono operare solo per alcune merceologie, non pongano in essere azioni di concorrenza sleale nei confronti dei piccoli commercianti e artigiani, vendendo anche le merceologie sospese.

Il nostro territorio ha subito una progressiva erosione delle condizioni che determinano lo sviluppo. Oggi si trova di fronte alla sfida di recuperare il terreno perduto nel momento più difficile: le istituzioni locali Comune, Provincia e Regione devono convogliare le risorse verso le imprese e hanno la responsabilità di porre in essere interventi efficaci di sostegno economico anche portando a termine in pochi mesi un processo di sburocratizzazione e semplificazione amministrativa eccezionale, quanto la crisi che stiamo vivendo.

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*presidente Confartigianato Terni

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