Martedì, 22 Giugno 2021
Economia

Terni senza lavoro, i disoccupati sono oltre settemila: ogni cento, ci sono trentasette donne

Ma sono quasi 10mila le ternane con un titolo di studio universitario, pari al 56% del totale dei laureati. Aumenta il numero di quarantenni che torna a vivere coi genitori

Il numero di persone in cerca di occupazione a Terni è cresciuto del 37% negli ultimi dieci anni. Ad oggi, sono oltre settemila (7.118) i ternani che consultano gli annunci di lavoro in cerca di un contratto. Di questi, il 37% sono donne, mentre il tasso di disoccupazione si attesta a quota 10,5%, in linea con il dato nazionale.

La città dell’acciaio, così come emerge scorrendo i dati contenuti nel Dup, il documento unico di programmazione approvato nei giorni scorsi dalla giunta municipale, non deve dunque soltanto fare i conti con una popolazione sempre più vecchia – ogni cento residenti, 27 hanno più di 65 anni – ma anche con una fetta costantemente in crescita di persone che non hanno un lavoro, a fronte di una popolazione di occupati si aggira attorno a quota 40mila, ossia la differenza tra i 42.835 rilevati nel 2019 e i circa tremila posti di lavoro persi nel 2020, anno segnato dall’emergenza Coronavirus.

Eppure, la preparazione scolastica dei ternani supera la media nazionale. Il 40% circa di chi ha un titolo di studio ha un diploma di scuola media superiore (media nazionale 35,6%) e il 17% un titolo universitario (15,4% la media nazionale). Cresce rispetto al 2011 il numero di laureati e in genere di chi ha un titolo di studio più alto rispetto al diploma di scuola media superiore (oltre 17.500 dei quali 351 con dottorato di ricerca). Tra i laureati le donne sono un numero maggiore rispetto agli uomini. Sono quasi 10mila le ternane con un titolo di studio universitario pari al 56% del totale dei laureati.

“Un altro indicatore che assume valori preoccupanti a causa dell’invecchiamento della popolazione – spiega il Dup - è l’indice di carico che misura il peso della popolazione non attiva su quella invece in età lavorativa: in città ogni 100 residenti tra i 15 e 64 anni (potenzialmente attivi) ce ne sono 72 appartenenti alle classi 0-14 e 65 e oltre (inattivi)”.

A questo, potremmo aggiungere un ulteriore dato: quello delle pensioni. Se è vero che i percettori di pensione sono diminuiti, in linea con i dati regionali e nazionali, le pensioni pagate dall’Inps a Terni restano comunque oltre 38mila per una media di circa 945,06 euro che sale a 1.359,99 euro per le pensioni di vecchiaia, dato questo sì più alto tra i Comuni della provincia. Di fatto, per ogni lavoratore, c’è un pensionato.

Il Dup non fa un collegamento diretto con l’assenza di lavoro, ma inserisce nella sua analisi ancora un elemento. “A fronte di un crollo delle coppie con figli, vi è stata un’impennata delle famiglie monogenitoriali, ovvero quelle composte da un genitore con uno o più figli, che sono aumentate di oltre il 50%. Tra queste topologie familiari, oltre al classico caso genitore separato o divorziato con figlio/i minorenni – rileva il documento di Palazzo Spada – sono in crescita anche quelle nelle quali il figlio è adulto ovvero con un’età superiore a venti anni e anche con età superiore a quaranta”.

I motivi? “Ritardo nel lasciare il nucleo familiare di origine”, forse proprio per mancanza di lavoro e quindi di una possibile indipendenza economica o “ritorno al nucleo di origine a seguito di separazione o per motivazioni economiche”.

  

I dati del censimento permanente della popolazione 2019, mostrano che a Terni gli occupati sono 42.835, mentre le persone in cerca di occupazione 7.118, cresciute rispetto al 2011 del 37%. Il tasso di disoccupazione si attesta a 10,5% in linea con il dato nazionale. Permane una differenza di genere a sfavore della componente femminile che rappresenta il 37% della quota di occupati. Sostanziale parità tra i due sessi invece tra le persone in cerca di occupazione. Il restante quasi 50% dei residenti totali è rappresentato da studenti, casalinghe, pensionati e persone in altra condizione. Gli studenti sono oltre 7.500 in crescita rispetto al 2011 mentre, malgrado aumenti la popolazione anziana,

presumibilmente per effetto fisiologico dell’innalzamento dell’età pensionabile, resta il fatto che in città  Per quanto riguarda il titolo di studio, a Terni, in linea con la Regione, la popolazione mediamente ha un titolo di studio più elevato rispetto alla media nazionale.

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