Martedì, 18 Maggio 2021
Economia

Sangemini e Amerino con l’acqua alla gola, i lavoratori: ci salviamo solo se puntiamo sui marchi storici

Continua il calo dei volumi di vendita, i sindacati: contrazione del mercato e mancanza di una rete commerciale adeguata

“Per salvaguardare l’occupazione, i lavoratori chiedono all’azienda di puntare sui marchi e sui prodotti di eccellenza dei siti di Sangemini e Amerino. Ricordiamo, altresì, che questi sono gli unici marchi del gruppo, in quanto storici, che possono usufruire del fondo ministeriale per la salvaguardia delle imprese e dei lavoratori”.

Sangemini e Amerino continuano ad avere l’acqua alla gola. L’ennesimo allarme viene lanciato all’indomani di una assemblea tra lavoratori, organizzazioni sindacali di categoria di Cgil, Cisl e Uil, e Rsu di fabbrica che tornano ad esprimere “forte preoccupazione per l’ulteriore diminuzione dei volumi di vendita rispetto all’anno scorso, come anche affermato dall’azienda durante un incontro tenutosi venerdì scorso. La perdita – rilevano le organizzazioni dei lavoratori - non è dovuta soltanto ad una contrazione del mercato ma anche alla mancanza di una rete commerciale adeguata”.

“Anche in sede ministeriale si era chiesto di focalizzare l’attenzione su questo aspetto: i marchi storici potenzialmente fortissimi sul mercato, non sono valorizzati come dovrebbero. Il ragionamento risaliva ormai a dicembre – accusano ancora le organizzazioni dei lavoratori - Ci si aspettava che l’azienda avrebbe a questo punto implementato e potenziato la rete commerciale, come promesso in sede ministeriale”.

I lavoratori ribadiscono dunque che “non intendono accettare soluzioni che non siano in linea con la salvaguardia totale dell’occupazione e che non rispettino gli accordi già siglati. Il rilancio dei marchi è propedeutico proprio all’aumento dei volumi e al posizionamento stesso nelle catene di distribuzione”.
“I lavoratori, le organizzazioni sindacali e la Rsu credono nei marchi dei siti umbri, fiore all’occhiello del gruppo, trainanti ed in grado di portare alte marginalità, in un settore in cui regna sovrana la grande distribuzione”.

Lavoratori, Ooss e Rsu intendono “essere chiari e ribadire con fermezza le posizioni già espresse in passato: l’obiettivo deve essere la totale salvaguardia occupazionale. Una volta validato il piano da parte del giudice e presentato dall’azienda in sede ministeriale alle Ooss, si auspica che si possa instaurare un dialogo costruttivo con l’impresa al fine di percorrere un percorso di crescita e sviluppo, invertendo la rotta che ci ha portato al concordato e ai sacrifici dei lavoratori”.

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