Crisi Treofan, Jindal sposta i macchinari e i sindacati vanno in allarme: chiesto vertice al ministero

Da lunedì dovrebbero iniziare le operazioni nel sito di Battipaglia, l’appello: potrebbero essere utili per lo stabilimento di Terni

“Alcuni di questi macchinari sarebbero utili a rafforzare il piano di tenuta delle produzioni dello stabilimento di Terni, necessari a finalizzare quel processo di riduzione di scarti, richiesto dalla Jindal, ma impossibile da realizzare con l’assetto produttivo attuale”.

Le segreterie nazionali di Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uiltec-Uil scrivono a Manfred Kaufmann, ceodi Jindal, e ai vertici del ministero per lo sviluppo economico, sollecitando un intervento nei confronti dell’azienda per “fermare qualsiasi spostamento di macchinari, fino al momento di un confronto tra le Parti, da attivare quanto prima”.

Da lunedì 6 aprile infatti dovrebbero cominciare i trasferimenti dei macchinari dal sito produttivo di Battipaglia “senza avere alcuna informazione sulla destinazione degli stessi. Tutto ciò a noi appare gravissimo, in quanto potrebbe esistere il rischio che gli impianti possano essere addirittura essere trasferiti fuori dal nostro Paese”.

La richiesta di incontro tra azienda e parti sociali era già stata avanzata lo scorso febbraio, “in occasione della firma dell’accordo avvenuto presso il Mise, per la cessione dello stabilimento di Battipaglia del giorno”. La richiesta aveva registrato la disponibilità di Kaufmann “ad un confronto preventivo sulla allocazione dei macchinari dello stabilimento di Battipaglia – scrivono i sindacati in una nota congiunta - in funzione di un piano di mantenimento delle produzioni complessive nel nostro Paese, che l’azienda stava valutando”.

“Il diffondersi della pandemia di Coronavirus di queste ultime settimane ha prodotto ritardi nel confronto, ma non vogliamo assistere inermi ad uno scenario nel quale da una parte il nostro Paese elargisce risorse per l’acquisto di macchinari finalizzati al rilancio dell’industria manifatturiera e successivamente quei macchinari vengono trasferiti in altri Paesi, facendo concorrenza alle nostre stesse produzioni”.

“Rammentiamo peraltro – sottolineano le organizzazioni - che alcuni di questi macchinari sarebbero utili a rafforzare il piano di tenuta delle produzioni dello stabilimento di Terni, necessari a finalizzare quel processo di riduzione di scarti, richiesto dalla Jindal, ma impossibile da realizzare con l’assetto produttivo attuale. Ciò che sta avvenendo e che penalizza ulteriormente lo stabilimento di Terni è il mancato raggiungimento della produzione prevista del prodotto laccato non in linea con i numeri presentati dall’azienda nel 2019 proprio al MISE che prevedevano circa 10.000 tonnellate/anno”.

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“Inoltre, grazie allo spostamento degli impianti di taglio presenti attualmente a Battipaglia, si potrebbe aumentare la produzione per il film dedicato alla filiera del tabacco fortemente già presente in Umbria, aumentandone di fatto la capacità produttiva. Su questi punti l’azienda ha anche incassato nei mesi scorsi la disponibilità della Regione Umbria a supportare investimenti, attraverso risorse economiche pubbliche in tal senso”.

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