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Giovedì, 11 Agosto 2022
Economia

Crisi, una piccola luce in fondo al tunnel: più aperture che chiusure. I bonus “spingono” il settore costruzioni

I dati Movimprese del terzo trimestre 2021: da giugno a settembre in Umbria sono state costituite 787 nuove imprese. Mencaroni: la base imprenditoriale umbra ha ripreso ad allargarsi ma siamo ancora sotto la media nazionale

Dal primo luglio al 30 settembre in Umbria sono state costituite 787 nuove imprese. Di contro, 586 hanno cessato l’attività. In valore assoluto va dunque registrato un saldo positivo di 201 unità produttive in più nei 90 giorni estivi 2021 per un tasso di crescita pari a +0,21% dal quale risulta un maggiore dinamismo in provincia di Terni (+0,41%) rispetto a quella di Perugia (+0,15%) e che è comunque il più basso fra tutte le regioni d’Italia.

Al 30 settembre di quest’anno lo stock di imprese comprendente tutti i settori produttivi ha toccato in Umbria quota 94.730. Per forma giuridica le imprese umbre vedono ancora la prevalenza delle ditte individuali con 48.258 unità, il 50% del totale. Balzo in avanti delle società di capitali che raggiungono per la prima volta quota 24.921, il 26% di tutte le imprese registrate.  

È quanto emerge dall’analisi trimestrale Movimprese, condotta da Unioncamere e InfoCamere, sui dati del registro delle imprese delle Camere di commercio e che in questa ultima uscita propone un focus sul settore delle costruzioni.

In Umbria dopo anni molto difficili nel III trimestre 21 nel settore torna un consistente segno più, spinto da bonus e superbonus. Al 30 settembre 2021 registrate nelle Costruzioni 12.496 imprese, 209 in più rispetto al 30 settembre 2019 pre Covid: +1,69% la variazione positiva.  

“I dati Movimprese relativi al terzo trimestre 2021 – commenta Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di commercio dell’Umbria - ci dicono che la base imprenditoriale umbra ha ripreso ad allargarsi. Nascono più imprese di quante ne muoiono, ma la ripartenza appare ancora debole. Il Lazio con +0,49%, la Campania +0,46%, la Sardegna +0,44% ci superano di oltre il doppio.  E siamo sotto la media nazionale che raggiunge il +3,6%”.

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