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Martedì, 16 Agosto 2022
Economia

Occupazione, l’Umbria “guarisce” dalla pandemia. E Terni fa meglio di Perugia

Registrati quasi settemila addetti in più nel primo trimestre del 2022, nell’Amerino “record” di assunzioni: i dati della Camera di commercio

L’occupazione delle imprese italiane nel primo trimestre 2022 per la prima volta ha superato i livelli pre-Covid, proseguendo un’espansione degli addetti totali che nell’ultimo anno, tra il primo trimestre 2022 e lo stesso trimestre 2021, sono cresciuti del 3% (+533mila 390 addetti). E se il confronto su base annua è certamente condizionato dal fatto che nel primo trimestre 2021 era ancora forte la pandemia da Covid19, il dato significativo è che la ripresa occupazionale si manifesta anche a livello congiunturale, ossia tra il primo trimestre 2022 e il trimestre precedente (+1,08%, che in concreto significa l’aumento di 196mila 737 addetti), quando la situazione della pandemia era sostanzialmente simile. In questo contesto anche l’Umbria, il primo trimestre 2022, ha superato i livelli occupazionale pre-Covid (258.281 addetti totali contro i 255.050 del IV trimestre 2019, l’ultimo prima della pandemia) e su base annua mette a segno un incremento degli addetti del 2,76% (+6mila 934), mentre a livello congiunturale marca +0,94% (+2mila 406 addetti).

Emerge da un’indagine effettuata dalla Camera di commercio dell’Umbria, che presenta il quadro di tutte le regioni italiane, su dati del sistema camerale.

I dati nazionali

Rispetto ai livelli occupazionali pre-Covid delle imprese, nel I trimestre 2022 solo tre regioni su venti (Emilia Romagna, Marche, Toscana, Valle d’Aosta) sono ancora sotto.

Se si guarda all’andamento tra il I trimestre 2022 e lo stesso trimestre 2021, l’incremento occupazionale più importanti lo mette a segno la Sicilia (+5,29%), seguita da Sardegna (+4,82%) e Abruzzo (+4,47%). Competano la ‘Top Five’ Campania (+4,41%) e Calabria (+4,16%). In coda invece tre regioni del Nord: Valle d’Aosta (+1,25%), Lombardia (+1,86%) e Liguria (+1,90%). La prima regione del Centro è il Lazio (+3,71%).

Focus Umbria

Il sistema imprenditoriale umbro, sia a livello annuo che a livello congiunturale, evidenzia una crescita dell’occupazione nelle imprese di poco inferiore alla media nazionale (tra il primo trimestre 2022 e lo stesso trimestre 2021 +2,76%, rispetto al +3% del dato italiano, mentre tra il primo trimestre 2022 e il trimestre precedente l’Umbria fa +0,87% contro +1,08% del dato nazionale), con una crescita di 6mila 934 addetti su base annua (di cui 2mila 406 nell’ultimo trimestre).

Il dato umbro appare coerente con una crescita occupazionale delle imprese un po’inferiore per il tentativo da parte delle aziende di recuperare produttività, dopo averne persa molta (ben più della media nazionale) durante la grande recessione.

Le cifre umbre, comunque, sono superiori a quello di quasi tutte le regioni del Nord e nel Centro solo il Lazio fa meglio (+3,71%). Va inoltre rilevato come l’espansione occupazionale, in linea con il trend nazionale, sia proseguita anche nel primo trimestre rispetto al trimestre precedente e come la regione abbia superato i livelli occupazionali pre-Covid.

Così sul territorio

A livello di province, l’andamento delle imprese in provincia di Terni è migliore, sia su base annua che su base congiunturale, rispetto a quello delle aziende in provincia di Perugia (rispettivamente +3,28% e +2,60% su base annua, +1,18% e +0,87% nell’ultimo trimestre).

Interessante anche l’andamento nei singoli comprensori umbri. Su base annua a tirare la volata è il comprensorio Amerino (+3,82%), seguito da quello Tuderte (+3,47%) e da quello Orvietano (+2,99%). Quindi il comprensorio Perugino (+2,74% e quello Ternano (+2,48%). In coda l’Eugubino – Alto Chiascio, l’unico che mostra il segno meno (-0,2%, che diventa -0,82% se si guarda alla variazione congiunturale), lo Spoletino (+0,22) e l’Alta Valle del Tevere (+0,25%). Da notare che le imprese del comprensorio Orvietano, che su base annua hanno messo a segno un incremento occupazionale del 2,99%, nell’ultimo trimestre segnano invece -0,60%, quindi con una riduzione congiunturale degli addetti.

La dichiarazione

“I dati aggiornati del sistema camerale sull’andamento degli addetti nelle imprese – afferma Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di commercio dell’Umbria - evidenziano una crescita molto interessante, in particolare nel Mezzogiorno d’Italia, con un incremento medio nazionale del 3% tra il I trimestre 2022 e il I trimestre 2021, con il numero degli addetti totali che ha superato quello pre-pandemia. Bisogna tuttavia tenere conto che, nel primo trimestre 2021, l’emergenza Covid viveva ancora una fase acuta. Ma è importante che l’espansione occupazionale sia evidente anche nel confronto tra il primo trimestre 2022 e il trimestre precedente, a condizioni Covid praticamente invariate. In questo quadro sono soddisfacenti anche i dati dell’Umbria, dove sono stati superati i numeri pre-Covid e la crescita occupazionale è stata di sicuro interesse, tenendo conto dell’assoluta necessità della regione di recuperare produttività dopo il crollo avvenuto nella grande recessione”.

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