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Giovedì, 20 Gennaio 2022
Economia

DOSSIER E' ufficiale: in Umbria le bollette per il 2022, dopo i rincari, ci toglieranno dal portafoglio uno stipendio: ecco tutte le previsioni

Ne risentirà anche la ristorazione, già gravata dalle limitazioni dovute alla pandemia, con un aumento del 2,6% che si tradurrà in circa 41€ annui in più

Più 1.228,80 euro annui. È il rincaro che attende le famiglie italiane per il nuovo anno ormai alle porte. Il dato emerge dal calcolo sui conti familiari realizzato dall’Osservatorio Nazionale Federconsumatori. Ad aggravare una situazione non proprio rosea a causa delle conseguenze della pandemia, ci sarà un ulteriore aumento dei costi dei beni energetici – luce gas e acqua aumenteranno rispettivamente di 332,82€ (+18,9%) e 23,63€ (3,6%). Il rialzo del costo di energia elettrica e gas durerà almeno fino al secondo trimestre 2022, pesando in maniera notevole sui costi delle famiglie. A cascata anche i costi di trasporto e produzione cresceranno ulteriormente. Le tariffe autostradali, infatti, aumenteranno di 3,12€ (+3,4%) e i trasporti di 172,67€ (+3,2%). 

In rialzo anche il settore alimentare, con 299,60€ (+4,2%) su cui, oltre all’aumento dei costi di produzione e trasporto, incidono anche le forti tensioni sul mercato delle materie prime ed i maggiori costi degli imballaggi. Ne risentirà anche la ristorazione, già gravata dalle limitazioni dovute alla pandemia, con un aumento del 2,6% che si tradurrà in circa 41€ annui in più. Non mancano all’appello gli aumenti nel settore del credito, con un rialzo dei costi dei conti correnti, da parte di alcuni istituti, soprattutto per i giovani. Le previsioni stimano un aumento del 2,1%. Preoccupano, infine, gli aumenti nel settore sanitario, che si aggiungono a quelli notevoli già registrati lo scorso anno, dovuti principalmente al ricorso alla sanità privata per visite, prestazioni ed esami (vista la situazione di forte emergenza delle strutture pubbliche), nonché al costo dei tamponi per rilevare il Covid-19. Si parla di un aumento medio di 44,90€ a famiglia (+3,4%).

Purtroppo tali aumenti avvengono in un contesto estremamente delicato e in molti casi non faranno altro che accrescere disuguaglianze e disparità all’interno del Paese. “Per questo riteniamo urgente un intervento del Governo teso a ristabilire equità, modificando la manovra fiscale in modo da favorire realmente le fasce di reddito meno abbienti ed arginare in maniera efficace e duratura il caro energia per le famiglie. – afferma Michele Carrus, Presidente di Federconsumatori. – Inoltre è indispensabile avviare un piano per il rilancio economico che punti sullo sviluppo, sulla ricerca, sull’occupazione, ma soprattutto sul contrasto risoluto alle diseguaglianze e alla povertà".

Il Paese ha bisogno di scelte coraggiose e lungimiranti, che promuovano una ripresa sostenibile. Al contempo è fondamentale che le Autorità competenti ed il Governo mettano in atto un monitoraggio attento dei prezzi, specialmente nel settore dell’energia e dell’alimentazione, quelli maggiormente interessati dall’aumento ma anche primari per la sopravvivenza delle persone. Proprio per questo interventi speculativi sarebbero intollerabili. Inoltre, in tema di energia, è necessario disporre una riforma complessiva sul sistema di tassazione, spostando alcune voci dagli oneri di sistema alla fiscalità generale e rendendo strutturali gli interventi per evitare aumenti esagerati e troppo repentini delle bollette finora adottati.

La nostra regione sta cercando di dare un contributo tangibile alla situazione. Nel Bilancio di previsione 2022-24 e soprattutto nella Legge di stabilità 2022 l’obiettivo principale è stato quello di fronteggiare in tutti i modi l’emergenza pandemica ancora in corso e creare le condizioni per la ripresa economica e sociale, nel rispetto dei vincoli e degli equilibri di bilancio. L’emergenza sanitaria, è noto, ha portato a minori entrate: per il 2020 si sono persi 20 milioni di euro e per l’anno in corso si stimano 14 milioni in meno. La manovra risente delle conseguenze della crisi ma prevede le principali linee di investimento per la ripresa economica e per il sostegno a imprese e famiglie. 

Le linee direttrici sono: nessun aumento della pressione fiscale e mantenimento delle agevolazioni fiscali; garantire gli equilibri di bilancio con il contenimento della spesa corrente e la razionalizzazione dei costi di funzionamento dell’intero sistema delle Agenzie regionali per efficientare l’erogazione dei servizi e aumentare i margini di flessibilità del bilancio; garantire il forte sostegno agli investimenti, considerati volano per la ripresa e lo sviluppo economico; attuazione delle politiche di sviluppo in una logica integrata e sinergica per l’ottimizzazione di tutte le risorse disponibili o che potranno essere dirottate sul territorio regionale - come ad esempio i Fondi strutturali, il Fondo per lo sviluppo e la coesione (FSC) e il Recovery Fund - con una programmazione rigorosa e puntuale nei tempi di realizzazione; finanziamento del sistema del Trasporto pubblico locale; rafforzare azioni e interventi per favorire la ripresa delle attività economiche e delle imprese; incentivare interventi di supporto economico alle famiglie e ai soggetti disagiati o a rischio di esclusione sociale.

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