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Mercoledì, 24 Aprile 2024
Economia

Guerra in Ucraina, l’impatto economico sull’Umbria: in calo il Pil annuo

Lo studio dell’agenzia regionale Aur sui riflessi territoriali dello scenario internazionale. I legami con Russia, Ucraina e Bielorussia

Un calo del Pil annuo dello 0.7 per cento. Questa la prospettiva economica messa in evidenza dallo studio dell’Aur, l’agenzia regionale di ricerca, in merito alla ricadute della guerra sui territori umbri. Un calo dovuto a diversi fattori contingenti, tutti ovviamente legati al conflitto. 

Tra questi, la contrazione della domanda dei beni esportati nell’area russo-ucraina (principalmente abbigliamento e prodotti agricoli) che oltre ad avere un impatto diretto sulla produzione di questi prodotti innescherà un effetto a catena. Questo perché, spiega l’Aur, “queste produzioni mostrano una particolare interrelazione con le altre attività produttive e contribuiscono in maniera rilevante alla generazione di reddito da lavoro e da profitti, incidendo alla fine sul reddito disponibile delle famiglie e sulla capacità di spesa di società e pubblica amministrazione”. D’altro canto, il rincaro dei prezzi di petrolio e gas importati si sta riversando sia sulla produzione (provocando un incremento dei costi) sia sulla domanda per consumi finali delle famiglie per una ridotta capacità di spesa. 

“Il conflitto in corso, in altri termini, genererà una correzione della variazione del PIL dovuta sia alla minore domanda estera, sia alla minore domanda nazionale, sia anche alla riduzione dei consumi interni alla regione Umbria. Una simulazione degli effetti del conflitto in corso attraverso un modello di equilibrio economico generale computabile (CGE) basato sulla matrice contabilità sociale (SAM) costruita per la regione Umbria a febbraio 2022 stima che l’impatto dello shock composto domanda e offerta costerà al sistema Umbria almeno lo 0,7% in termini di minore Pil annuo”. 

La ripresa post pandemia e il conflitto 

La ripresa del commercio mondiale dopo l’anno dello scoppio della pandemia ha interessato anche la nostra regione, che ha visto una ripresa dal 2020 al 2021 sia dell’export (+23,4%) che dell’import (+39,4%). Le conseguenze del conflitto Russia-Ucraina sul commercio internazionale dell’Umbria sono rilevanti non tanto per il peso sul totale degli scambi con i paesi coinvolti nel conflitto, piuttosto per la dipendenza dalle materie prime e semilavorati provenienti da quel mercato. 

“Seppure il commercio dell’Umbria con Russia, Ucraina e Bielorussia (area RUB) sia piuttosto contenuto, la regione figura relativamente più specializzata verso questa area rispetto all’Italia: l’Umbria contribuisce infatti al fatturato italiano realizzato con l’area RUB per l’1,4% (a fronte dello 0,9% considerando gli scambi mondiali), per un ammontare che nel 2021 ha superato i 144 milioni di euro”. 

L’Umbria acquista da Russia, Bielorussia e soprattutto Ucraina oltre 57 milioni di euro di merci. Per il 95% si tratta di prodotti manifatturieri, e costituiscono l’1,9% delle merci che questo settore importa complessivamente dal mondo. 

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