Effetto Coronavirus, a rischio posti di lavoro in un’azienda del territorio ternano: “Frontiere quasi ferme”

La nota del gruppo consiliare di “Tutti per Narni” su Alcantara: “Secondo notizie che ci sono state riportate a trentasette dipendenti con molta probabilità non verrà riconfermato il contratto”

foto di repertorio

Una nota consiliare del gruppo “Tutti per Narni” per fotografare i possibili scenari, a breve medio termine, che riguardano Alcantara ossia una delle aziende più importanti del territorio, anche da un punto di vista del numero di occupati presenti al suo interno.

“Notizie sempre più allarmanti ci giungono per quanto riguarda l'Alcantara, fino ad oggi una delle realtà industriali fiorenti del nostro territorio, ma non solo - affermano i firmatari - Alla fine del mese di marzo sono in scadenza cinquanta lavoratori che hanno un contratto a tempo determinato. Secondo notizie che ci sono state riportate a trentasette di loro con molta probabilità non verrà riconfermato. Tutto questo sembra debba esser riconducibile all'ormai tristemente rinomato Coronavirus.

Infatti – sostengono da Tutti per Narni - una grossa fetta di produzione viene collocata nel mercato tedesco dell'automobile, rivolto a clienti cinesi. Con le frontiere ormai quasi del tutto ferme da e per la Cina, questa dell'azienda narnese sembra esser purtroppo una delle drammatiche conseguenze.

Tutto questo non può che gettare un’ombra di sconforto per un’azienda che proprio in questi ultimi anni, grazie a gli straordinari investimenti messi in atto aveva visto un aumento esponenziale della propria forza lavoro.

Ulteriori scenari preoccupanti

“A tutto ciò si va ad aggiungere una notizia che se confermata, rischia di gettare ombre inquietanti sul futuro dell'azienda stessa.

A partire dal 2023 nella Comunità Europea è stata bandita la produzione e l'uso della trielina, una delle materie prima utilizzate per la produzione dei propri prodotti dall'Alcantara. Ora da notizie in nostro possesso sembra che ci siano problemi qualitativi, con la produzione del nuovo prodotto privo appunto della trielina. Tutto ciò non sarebbe drammatico, se come circola sempre più insistentemente in ambienti Istituzionali e non solo, la multinazionale voglia sopperire a tutto ciò aprendo uno stabilimento in Turchia, dove non sono vigenti le strettissime misure di natura ambientale presenti Europa.

Chiediamo – concludono nella nota - al sindaco che si faccia carico a far luce su di una vicenda che se fosse confermata sarebbe davvero drammatica.

Per quanto ci riguarda siamo disponibili a dare tutto il nostro supporto a qualsiasi iniziativa che l'intero consiglio comunale vorrà intraprendere da qui ai prossimi giorni.

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