Conti in rosso, le famiglie ternane hanno quasi due miliardi di euro di debiti

Mutui per la casa, prestiti per vacanze e automobili: c’è uno scoperto medio di oltre 17mila euro a nucleo. Ma c’è chi si trova in condizioni peggiori.

Il dato potrebbe sembrare imponente: quasi due miliardi di euro di debiti per le famiglie ternane. Tra l’altro, in crescita rispetto al 2016, con un aumento dell’1,8%. Eppure nella Conca, facendo il confronto col resto d’Italia, vivono formiche e non cicale. Ecco perché.

L’esposizione

I dati relativi ai “passivi” delle famiglie ternane – ed italiane – con le banche e gli istituti finanziari sono stati elaborati dall’ufficio studi della Cgia di Mestre, associazione di artigiani e piccole imprese. A livello nazionale, i tecnici di Cgia rilevano che al 31 dicembre 2017 il monte debiti delle famiglie italiane ha sfiorato quota 534 miliardi di euro. Dal 2014 l’andamento è in costante crescita; in questi ultimi tre anni il debito è aumentato di 40,6 miliardi di euro (+8,2 per cento) e in gran parte è riconducibile al fatto che gli istituti di credito sono tornati a prestare i soldi alle famiglie italiane. Rispetto alla situazione delle 107 province italiane, Terni non se la passa poi così tanto male: il “rosso” supera 1,8 miliardi di euro. Nel 2016 l’esposizione ammontava a poco più di 1,7 miliardi, con un incremento dell’1,8% ed una debito a famiglia di 17.526 euro, rispetto ad una media nazionale di 20.549 euro.

Qualche confronto

A fine 2017, segnala la Cgia, le famiglie più “esposte” con le banche abitavano in Lombardia. Al primo posto risultano quelle residenti nella provincia di Milano, con un debito di 29.595 euro; al secondo posto quelle di Monza-Brianza, con 29.078 euro e al terzo posto quelle di Lodi, con 27.631 euro. Negli ultimi posti della graduatoria nazionale, invece, ci sono le famiglie residenti nel profondo Sud, come quelle di Reggio Calabria, con un debito di 10.301 euro, quelle di Vibo Valentia, con 9.411. Le famiglie meno indebitate d’Italia, infine, si trovano ad Enna, con un “rosso” che si è attestato a 9.169 euro. Tanto per restare in casa, le famiglie di Perugia hanno un debito complessivo che supera 5,5 miliardi di euro (+2% rispetto al 2016) ed una esposizione media di 19.757 euro.

Per cosa ci si indebita

Tra la fine del 2016 e la fine del 2017, ad esempio, gli impieghi bancari alle famiglie consumatrici per l’acquisto delle abitazioni sono aumentati dell’1,9 per cento. In questo particolare settore, però, Terni fa scuola a sé. In provincia nel terzo trimestre 2017 sono stati erogati mutui per l’acquisto della prima casa per 28 milioni di euro, corrispondenti a una variazione rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente pari a -21,3%. Da gennaio a settembre sono stati erogati 104,4 milioni di euro (-4,2%). I dati del credito al consumo, includendo anche le finanziarie, indicano un +8,3%. In generale, per indebitamento medio delle famiglie consumatrici italiane si intende quello originato dall’accensione di mutui per l’acquisto di una abitazione, prestiti personali, prestiti contro la cessione dello stipendio, aperture di credito in conto corrente (in genere forme di credito al consumo). Sono inoltre incluse altre forme tecniche di prestito che, come indicato dalla Banca d’Italia, non sono specificate nelle statistiche (ad esempio, carte di credito, prestiti su pegno ecc.). Appare, in questo senso, significativo il dato secondo il quale, il 5,6% dei ternani che negli ultimi tre anni ha chiesto un prestito bancario, lo ha fatto proprio per andare in vacanza.

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