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Giovedì, 23 Maggio 2024
Economia

Faurecia, l'azienda punta sulle assunzioni al femminile: "Obiettivo gender diversity grande novità"

La direzione aziendale ha presentato alle rappresentanze sindacali di Fim, Fiom e Uilm il piano industriale per il biennio 2022-2024

Un giudizio complessivamente positivo, sebbene ci siano alcuni nodi da sciogliere concernenti le prospettive e la gestione ecologica e tecnologica. La direzione aziendale di Faurecia ha incontrato e presentato ai rappresentanti sindacali di Fim, Fiom e Uilm – oltre la Rsu di stabilimento – il piano industriale concernente il biennio 2022-2024. Focus inoltre sulle prospettive del sito ternano e la situazione generale nel suo complesso.

Al termine del confronto le sigle sindacali hanno espresso, come detto, un giudizio positivo “essendo sostanzialmente un piano di sviluppo sia in termini di innovazione tecnologica, sia per il dato dell’evoluzione degli organici e, quindi, dei livelli occupazionali. I nuovi progetti, già acquisiti dal gruppo ed assegnati allo stabilimento di Terni, dovrebbero rappresentare i presupposti per il raggiungimento degli obiettivi che sono stati illustrati”.

Un elemento da sottolineare, secondo i sindacati “esprimiamo grande soddisfazione per quello che l’azienda stessa ha definito l’obiettivo della gender diversity che, nello specifico, si è concretizzato negli ultimi tempi nell’assunzione di manodopera femminile da impiegare direttamente sulle linee di produzione. Chiaro è che queste professionalità si aggiungono ad altri contratti somministrati in essere, i quali dovranno essere stabilizzati nel percorso di trasformazione dei contratti in Faurecia, come la stessa azienda ha riconosciuto. Una notevole e importante novità nel panorama locale – rimarcano - in quanto, in un territorio che “vanta” un’occupazione femminile nel settore pari a circa lo 0.8%, discutere un obiettivo che dovrebbe portare l’azienda ad avere il 10% di manodopera di genere femminile, rispetto al totale delle figure operaie, risulta essere un dato estremamente positivo e significativo. Soprattutto per il segnale di cambiamento che dovrebbe tradursi in una vera e propria sfida, per l’intero territorio provinciale e non solo”.

Al contempo "attendiamo che si avvii una discussione di più ampio respiro, soprattutto in virtù dei cambiamenti che si verificheranno nel prossimo futuro, derivanti da tutto ciò che si porterà dietro la transizione ecologica e di mobilità. L’Alfa Romeo ha già dichiarato la propria trasformazione in un brand completamente elettrico, probabilmente, anticipando i tempi fin dal 2027 e sembrerebbe che tutto il gruppo Stellantis si stia indirizzando in questa direzione”.

Ed ancora "da chiarire invece le scelte che verranno prese da Iveco, il quale rappresenta il nuovo canale commerciale di Faurecia che si appresta, nei prossimi anni, a diventare il maggior cliente proprio per lo stabilimento ternano. Ed è proprio questa aleatorietà che preoccupa laddove, ovviamente, è comprensibile che si cerchi di seguire i clienti nelle scelte commerciali e tecnologiche di questi ultimi. Allo stesso tempo appare rischioso rimanere in balia degli eventi, considerando che per gestire i cambiamenti epocali, che ormai sono dietro l’angolo, non basterà semplicemente lasciarsi trasportare, ma andranno al contrario intercettati e metabolizzati con il dovuto anticipo"

Le riflessioni a margine "abbiamo ribadito che Terni – concludono le rappresentanze - i suoi fattori localizzativi possono essere attrattivi per nuovi investimenti e diventare un punto di riferimento per la multinazionale vista l’ormai storica presenza in città, per poter ampliare le filiere produttive che sono nel business della stessa corporate, a partire dall’elettrificazione e dalla filiera dell’idrogeno”.

   

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