Economia

Consiglio dei Commercialisti, l’economia di Terni fra le più colpite dopo il lockdown

La fotografia scattata dall’Osservatorio sui bilanci delle SRL pubblicato dal Consiglio e dalla Fondazione Nazionali dei Commercialisti. Terni -24,7% di fatturato nei primi sei mesi del 2020.

I Fatturati delle aziende sono in caduta libera (-19,7% il dato nazione) per le aziende italiane (spa e srl) nel primo semestre dell’anno. Una perdita ingente di oltre 280 miliardi di euro. Il dato emerge da uno studio dell’Osservatorio sui Bilanci delle SRL 2018 e stime 2020 del Consiglio e della Fondazione Nazionali dei Commercialisti.

L’analisi ha misurato l’impatto dell’emergenza COVID-19 relativamente al lockdown sul fatturato delle società di capitali nei primi 6 mesi del 2020. Oggetto del campione sono state 830 mila società che fatturano complessivamente circa 2.700 miliardi di euro, l’89% di tutte le imprese e l’85% circa di tutti gli operatori economici. 

Schermata 2020-07-09 alle 10.15.06-2In Umbria si soffre maggiormente. Perugia meglio di Terni

In Umbria la crisi morde. I 6 mesi di lockdown hanno decimato non solo i fatturati ma anche le attività commerciali. Fra le più colpite, quelle ricreative, i bar e il comparto della ristorazione. Appena meglio Perugia, con una perdita di fatturato attestata al 22% rispetto a Terni che fa registrare una perdita del 24,7% e si aggiudica il poco onorevole nono posto della classifica dei capoluoghi di provincia più colpiti dalla crisi di liquidità.

Le proposte del consiglio nazionale commercialisti

Massimo Miani, presidente del consiglio nazionale commercialisti, ha le idee chiare:  “Credo sia urgente intervenire per spingere la ripresa, sia con interventi di alleggerimento della pressione finanziaria sulle imprese, a partire dal versante fiscale, sia con interventi che rafforzino il clima di sicurezza generale e quello più specifico nei settori produttivi. Non ci sembra appropriato l’eventuale intervento sull’Iva, oneroso per il bilancio pubblico ma molto poco stimolante per la ripresa di consumi e investimenti, mentre molto importanti appaiono gli interventi di stimolazione produttiva come l’ecobonus al 110%, a patto però che vengano lanciati velocemente in un quadro regolatorio il più chiaro e trasparente possibile”.

E conclude: “Sarà fondamentale disegnare nel medio periodo una riforma fiscale che riduca la pressione fiscale sul ceto medio e sui giovani, così da favorire sia un accrescimento del reddito spendibile da parte delle famiglie con figli, che hanno una più elevata propensione al consumo, sia incentivando la propensione a lavorare delle fasce più deboli e l’emersione del nero”.

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