Giovedì, 23 Settembre 2021
Economia

I geometri dicono basta allo smart working negli uffici pubblici: “Pratiche bloccate”

I presidenti dei Collegi di Terni e Perugia: “Impossibile consultare gli archivi online e ogni ufficio interpreta il regolamento a piacimento”

I collegi dei geometri di Terni e Perugia vogliono la riapertura degli uffici del pubblico impiego con i lavoratori in presenza. Così in una nota i presidenti dei Collegi dei geometri di Perugia e Terni, rispettivamente Enzo Tonzani e Alberto Diomedi. “Condividiamo pienamente la proposta del sottosegretario alla Salute Andrea Costa di riaprire gli uffici del pubblico impiego e far tornare a lavorare in presenza i dipendenti pubblici, riducendo quindi lo smart working, anche magari ampliando l'obbligo del Green pass ad altre categorie lavorative così come già previsto per il personale scolastico”. 

“Il sottosegretario - continuano Tonzani e Diomedi - ha dichiarato che i lavoratori degli uffici pubblici hanno la responsabilità di garantire un servizio al Paese e a contatto con il pubblico. Non è possibile che in alcuni territori siano ancora chiusi e in smart working. Facciamo nostre anche queste sue affermazioni perché purtroppo abbiamo vissuto sulla nostra pelle le enormi difficoltà legate a questa situazione. Gli enti pubblici, d’altronde, registrano ritardi strutturali, tecnologici e organizzativi gravissimi di cui l'esempio più lampante è la presenza quasi esclusiva nei Comuni di archivi cartacei. Archivi che, ovviamente, essendo appunto cartacei non possono essere consultati online lavorando da casa. Capite da voi. Ciò significa bloccare per settimane o addirittura per mesi le pratiche che presentiamo: ciò implica che noi tecnici, non potendo portare avanti i cantieri, non veniamo pagati dal committente, ma anche che i cittadini vedono allungarsi all’infinito i tempi per la conclusione di un lavoro, con il rischio anche di vedersi sfuggire la possibilità di usufruire dei Superbonus vista l'avvicinarsi della scadenza”. 

“L'altro motivo per cui chiediamo il ritorno agli uffici del personale dei Comuni - concludono Tonzani e Diomedi - è legato alla necessità per noi professionisti di confrontarci costantemente con i tecnici degli enti pubblici per dirimere questioni legate all'interpretazione delle norme. Su questo aspetto regna, infatti, una confusione incredibile e ogni singolo Comune, ma potremmo dire anche ogni ufficio, interpreta diversamente le norme di governo del territorio”.

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