La crisi non molla la presa, resistono soltanto le imprese straniere

I dati della Camera di commercio: nel primo trimestre 2019 hanno aperto i battenti 438 aziende, ma sono state 478 quelle chiuse. Aumentano i fallimenti, giù l’imprenditoria femminile

Il tunnel della crisi economica sembra essere ancora lungo per le imprese del ternano. La fotografia restituita dal cruscotto statistico realizzato da Infocamere ed elaborato dall’Ufficio Informazione economica della Camera di commercio di Terni dice in sostanza che il 2019 è iniziato col segno meno.

La situazione

Tra gennaio e marzo si sono iscritte al registro imprese della Camera di commercio di Terni 438 aziende a fronte di 478 che hanno chiuso nello stesso periodo. Sostenuto il numero delle liquidazioni di impresa e di quelle che sono entrate in scioglimento. Nel primo trimestre sono state 116, il 18,4% in più rispetto allo stesso trimestre del 2018. I fallimenti sono stati 14 (il 7,7% in più a livello congiunturale): il settore economico che nel primo trimestre ha sofferto di più è stato quelle delle attività manifatturiere che ha registrato 4 fallimenti, 3 sono state nel comparto delle costruzioni. L’analisi per forma giuridica segnala un inizio anno di particolare criticità per le società di capitali, 11 infatti sono stati i fallimenti sui 14 registrati nel primo trimestre che hanno coinvolto questa tipologia di impresa.

Il rosa vede nero

Nel primo trimestre del 2019 il territorio registra il 15% in meno di iscrizioni di imprese femminili (sono state 91 in valore assoluto), con flessioni del 63% nel settore cooperativo e nell’industria del 50%.

L’occupazione

Il dato occupazionale registra invece una sostanziale tenuta. La fotografia più aggiornata relativa al IV trimestre 2018 (elaborazione dati Inps su dati desunti dal Registro Imprese ndr) segna un +1% sul numero degli addetti in provincia di Terni rispetto al IV trimestre del 2017. Tra i settori, crescono gli addetti nei servizi alle imprese del 2,2%, dell’1,8% nel comparto dell’industria e dell’1,4% nel turismo. Si assottiglia invece il mercato occupazionale nel comparto dell’assicurazione e credito che perde il 2% degli occupati.

C’è chi va

La Camera di commercio definisce “decisamente dinamico il tessuto imprenditoriale straniero”. Da gennaio a marzo sono state 103 le aziende che si sono iscritte al registro imprese di Terni. Un vero balzo in avanti se si considera a che a livello percentuale rispetto allo stesso periodo dello scorso anno il salto è del 151%. Tra i settori in crescita vorticosa quello dei servizi alle imprese, seguono il commercio e le costruzioni. Arretra invece la componente straniera nel settore dell’industria.

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Il commento

 “L’andamento del tessuto economico è la fotografia in chiaro scuro delle difficoltà che sta attraversando il nostro territorio in cerca di chiavi di volta per il rilancio - sottolinea il presidente della Camera di commercio di Terni, Giuseppe Flamini – il nostro ente camerale dispone di strumenti a sostegno delle imprese che vanno nella direzione di far crescere le competenze degli imprenditori, del personale, che offrono voucher per agganciare le nuove opportunità offerte dall’economia digitale. Sosteniamo l’internazionalizzazione e stiamo lavorando, insieme alle altre istituzioni, per far crescere il richiamo turistico del nostro territorio con il brand Terre di San Valentino in cui crediamo molto e non solo. Ma è certo che servono misure straordinarie per la crescita – conclude Flamini – il Pil della nostra regione è ormai agganciato a quello delle regioni meridionali e la disoccupazione giovanile ha raggiunto i livelli di guardia, mi auguro che si riescano intanto a cogliere le opportunità offerte dal riconoscimento di area di crisi complessa e che arrivino a concretezza le ipotesi di nuovi importanti insediamenti industriali sul territorio”.

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