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La discarica di Villa Valle

La discarica di Villa Valle

Inquinamento e ambiente, la sfida di Ast: più tutela per il territorio

Un parco sopra la discarica di Villa Valle, meno scorie e polveri nell’aria, nuove strade per i tir. I vertici di viale Brin incontrano l’amministrazione comunale: ecco i nostri obiettivi

Sulla carta, la sfida di Ast è entusiasmante. La fabbrica dell’acciaio che diventa “verde”. Ma dalla carta alla realtà, la strada rischia di essere più complicata del previsto. Eppure, nonostante gli ostacoli, viale Brin rilancia. E all’amministrazione comunale ribadisce: ecco i nostri progetti a tutela del territorio.

Villa Valle

I progetti per la “salvaguardia dell’ambiente e la salute dei cittadini” sono stati illustrati nell’ambito di un incontro tra l’azienda e gli assessori Benedetta Salvati ed Enrico Melasecche. “Particolare attenzione – spiega una nota diffusa dall’azienda - è stata riservata all’avvio dei lavori per la rinaturalizzazione del parco scorie di Vocabolo Valle e al bando di gara internazionale per il riciclo delle scorie”. Il percorso di rinaturalizzazione è stato avviato con le opere di riqualificazione ambientale e il recupero del verde del parco scorie. “Si tratta della parte del sito posta a nord – illustra Ast - dove è iniziata l’operazione di ‘capping’ che consiste nel livellare l’area, stendervi un telo che impedisce all’acqua piovana di filtrare, posare un telo aggrappante e depositare circa un metro di terreno vegetale. Un intervento che non si limiterà a quanto indicato dalla prescrizione normativa. Ast lavorerà seguendo le logiche del progetto presentato da Andreas Kipar, architetto e paesaggista di fama internazionale, che prevede un importante utilizzo di essenze arboree e arbustive e le relative modalità di irrigazione”. La particolare cura che Ast vorrebbe riservare all’area è collegata al fatto che la zona “fa parte di un luogo di interesse strategico ambientale, a pochi passi dalla città e dalle cascate delle Marmore, candidate a divenire un sito dell’Unesco. La sfida lanciata dall’azienda è quella di restituire la collina alla collettività, trasformando il parco scorie in una zona verde a disposizione dei cittadini che riqualifichi il panorama della città e della “conca ternana”. Il lavoro di riqualificazione e rinaturalizzazione comporta un lungo iter di lavorazione: si prevede che le piante e gli alberi completeranno il loro processo naturale di ricomposizione dell’ambiente in circa trent’anni, ma già allo scadere del primo anno la zona tornerà a ricomporre il tessuto verde dell’area circostante la cascata delle Marmore”.

Qualità dell’aria

Per ridurre l’impatto delle proprie lavorazioni sulla qualità dell’aria, Ast è in procinto di avviare un progetto triennale che ha l’obiettivo di individuare il contributo emissivo dell’acciaieria rispetto alle altre fonti inquinanti cittadine (traffico, riscaldamento, altro). “Lo studio – dice l’azienda - partirà dai dati raccolti e dagli studi effettuati dall’Arpa nel corso di questi ultimi anni e svilupperà ulteriori attività di monitoraggio e ricerca, grazie alla collaborazione di esperti universitari internazionali. Il progetto si prefissa inoltre di determinare il contributo delle diverse fonti emissive di Ast, differenziando in particolare le emissioni convogliate (camini) dalle emissioni diffuse (ad es. ciclo di lavorazione delle scorie, risollevamento da traffico interno). L’obiettivo è definire un modello di simulazione dello schema emissivo e individuare soluzioni impiantistiche e/o gestionali idonee a ridurre l’impatto ambientale del sito siderurgico.

Problema Prisciano

“Le attività effettuate nel corso degli ultimi anni dal punto di vista impiantistico e gestionale contro le polveri nel quartiere Prisciano – fa sapere l’azienda - hanno determinato una riduzione quantitativa del fenomeno, senza ottenere però una soluzione definitiva e soddisfacente”. Per questo, Ast ha chiesto alle società partecipanti alla gara internazionale per il recupero delle scorie – che dovrebbe portare il sito produttivo a ‘rifiuti zero’ - di non limitarsi all’attività di recupero attraverso la produzione di aggregati commerciabili, ma di formulare proposte che intervengano su tutte le fasi del processo delle scorie, con l’obiettivo di ridurre drasticamente la produzione e la diffusione delle polveri, modificando la logistica o le modalità di raffreddamento delle scorie”.

Il traffico

Durante l’incontro è stato affrontato anche il tema dei trasporti, con l’intervento dell’assessore Enrico Melasecche. Gli assessori hanno evidenziato la necessità di individuare un itinerario alternativo per tir e trasporti eccezionali in entrata e in uscita da Ast e diretti nei siti di Maratta di Tubificio e Cdf.

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