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Mercoledì, 22 Maggio 2024
Economia

Lavoro, le imprese che assumono in Umbria: c’è posto nei settori delle costruzioni e del turismo

I nuovi dati del sistema informativo Excelsior: oltre 5mila contratti a maggio prima di una leggera flessione a giugno e luglio. Un posto su quattro sarà stabile, le figure più richieste dalle aziende

Salgono a 5.380 a maggio 2024 (nel 2023 erano state 5.020) le assunzioni in Umbria da parte delle imprese, con una crescita del 7,2%, superiore alla media nazionale (+5,8%) e a quella del Centro (+3,3%) dove c’è anche da segnalare il risultato negativo – benché molto leggero – delle Marche, unico caso tra tutte le regioni italiane.

Ma se si guarda all’intero trimestre maggio-luglio, la crescita delle assunzioni in Umbria non solo si ferma, ma si trasforma in segno meno (-70 avviamenti al lavoro) rispetto allo stesso trimestre 2023, condividendo il bilancio negativo con Emilia-Romagna (-3.730), Veneto (-2.740) e Marche (-70).

In Umbria, a maggio 2024, le assunzioni crescono sia nell’industria toccando quota 2.150 - di cui il 35,8%, 770 avviamenti, nelle costruzioni - riprendendosi dalle flessioni degli ultimi mesi e mantenendo il segno più anche nel trimestre maggio-luglio (+120 avviamenti al lavoro) sia nei servizi, che a maggio arrivano a 3.230 avviamenti (+190 sul 2023) mostrando però nel trimestre un calo (-180) rispetto allo scorso anno.

Quanto alle imprese che in Umbria prevedono di assumere, a maggio sono il 15% del totale. E, ancora una volta, l’Umbria è a livelli molto alti circa la percentuale delle assunzioni considerate delle aziende “di difficile reperimento” (54,7% degli avviamenti al lavoro previsti, secondo posto in Italia dopo la Valle d’Aosta, dove tale percentuale è del 55,7%).

Sono alcuni degli elementi che emergono dai nuovi dati del sistema informativo Excelsior – curato da Unioncamere-Anpal - relativi alle previsioni di entrate al lavoro nel mese di maggio per quanto riguarda le imprese industriali e dei servizi.

Nel 24% dei casi le entrate previste sono stabili, ossia con un contratto a tempo indeterminato o di apprendistato, mentre nel 76% sono a termine (a tempo determinato o altri contratti con durata predefinita). Si concentrano per il 60% nel settore dei servizi e per il 68% nelle imprese con meno di 50 dipendenti. L’11% è destinato a dirigenti, specialisti e tecnici, quota inferiore alla media nazionale (16%). In 55 casi su 100 le imprese prevedono di avere difficoltà a trovare i profili desiderati. Per una quota pari al 34% gli avviamenti al lavoro interesseranno giovani con meno di 30 anni, per una quota pari al 20% le imprese prevedono di assumere personale immigrato, in linea con la media nazionale (19,7%). Il 9% delle entrate previste sarà destinato a personale laureato.

Sul fronte dei settori economici, gli avviamenti al lavoro nella regione nel trimestre maggio-luglio 2024 prevedono 3.490 assunzioni nei servizi di alloggio e ristorazione, 2.490 chiamate nel commercio, 2.010 nelle costruzioni, 1.720 nei servizi alle persone, 1.010 nei servizi di trasporto, logistica e magazzinaggio.

Queste le entrate al lavoro previste in Umbria per tipo di profilo: nel 38% dei casi operai specializzati e conduttori di impianti, nel 28% professioni commerciali e dei servizi, nel 14% profili generici, nel 12% dirigenti, specialisti e tecnici, nell’8% impiegati.

“A consuntivo – commenta Giorgio Mencaroni, presidente Camera di Commercio dell’Umbria - l’andamento occupazionale a giugno e luglio potrebbe essere migliore di quanto sia previsto oggi. Per il resto, c’è da salutare il ritorno al segno più dell’industria, con la crescita occupazionale concentrata nelle costruzioni, mentre restano sul tappeto i problemi strutturali della difficoltà delle imprese dell’Umbria a reperire le professionalità di cui hanno bisogno e la bassa percentuale di laureati sul totale delle assunzioni previste. Una percentuale, quest’ultima, che continua ad essere ben sotto il dato medio nazionale”.

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