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Acciaieria, lo spettro dei tagli. Ma Burelli rassicura: il piano Thyssen “non impatterà praticamente su Terni”

L’amministratore delegato di viale Brin a Uno Mattina parla della decisione della multinazionale tedesca di sfoltire 7.400 posti di lavoro nel prossimo triennio

La maggior parte delle riduzioni previste nella Thyssen “non impatterà praticamente sulle acciaierie di Terni”. Queste le parole dell’amministratore delegato della Acciai Speciali di Terni, Massimiliano Burelli, in collegamento questa mattina con Uno Mattina (Rai 1) per parlare di crisi dell’acciaio.

Nei giorni scorsi, la multinazionale tedesca ha anticipato un piano di ridimensionamento degli organici che prevede di tagliare 7.400 posti di lavoro nei prossimi tre anni per far fronte agli effetti della pandemia di Coronavirus e agli sviluppi di lungo termine del mercato. Il taglio si aggiunge alla riduzione di 3.600 posizioni che sono state già interessate dalla revisione degli organici e che dunque porterà il colosso industriale tedesco ad eliminare un totale di 11.000 dipendenti.

La cifra annunciata dalla società segna un aumento rispetto al dato di maggio 2019, quando Thyssen aveva stimato 6.000 esuberi nei prossimi tre anni.

“Siamo nel mezzo del più grande processo di ristrutturazione nella storia di Thyssenkrupp”, ha affermato Oliver Burkhard, chief human resources officer. “Ciò ulteriori tagli di posti di lavoro, purtroppo non possiamo fare altrimenti”, ha aggiunto il dirigente.

Il tema è ora riuscire a quantificare quel “praticamente” utilizzato dall’ad Burelli e come questa revisione degli organici si inserirà nella procedura di vendita di Ast da parte di Thyssen.

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