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Mercoledì, 21 Febbraio 2024
Economia

Terni-Narni è il primo distretto industriale italiano per lo sviluppo sostenibile

I risultati del progetto Turn a cui hanno preso parte oltre trenta aziende del territorio: meno anidride carbonica in atmosfera e investimenti per più di otto milioni di euro in ricerca e sviluppo

Il network di imprese Turn urban re-generation Terni-Narni, promosso da Confindustria Umbria, dalla sua sezione di Terni e dalla Fondazione Cassa di risparmio di Terni e Narni, ha conseguito per primo in Italia la certificazione Iso 37101 “Gestione sostenibile delle comunità”.

L’attestato di certificazione è stato consegnato dall’ente certificatore Bureau Veritas Italia in occasione della presentazione dei risultati raggiunti fin qui dal progetto che, partito nel 2018 da un nucleo di otto aziende del territorio, ne conta oggi 31, tutte impegnate nell’applicazione e nella promozione di condizioni favorevoli allo sviluppo sostenibile del distretto ternano-narnese, agevolandone la replicazione da azienda ad azienda.

A ripercorrere le tappe del progetto sono stati il presidente e il vicepresidente di Confindustria Umbria, Vincenzo Briziarelli e Giammarco Urbani, il presidente della sezione territoriale Terni di Confindustria Umbria Riccardo Morelli, il presidente della Fondazione Cassa di risparmio di Terni e Narni Luigi Carlini, il direttore generale di Confindustria Umbria Simone Cascioli e il direttore commerciale di Bureau Veritas Italia Paolo Tondi.

Il progetto Turn urban re-generation nasce con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio del distretto di Terni–Narni che rappresenta un contesto ideale di integrazione tra tessuto urbano, natura e attività produttive.

“Particolarmente significativi – spiega una nota diffusa da Confindustria Umbria - i risultati aggregati, conseguiti annualmente dalle 31 imprese di Turn, che hanno visto l’abbattimento di circa 71mila tonnellate di anidride carbonica emesse in atmosfera, pari a circa il 7% del totale delle emissioni del comparto industriale del ternano-narnese; il reimpiego di quasi il 100% degli scarti e/o dei rifiuti di produzione come materia prima nel ciclo produttivo o avviati al compostaggio; la produzione di energia elettrica e termica attraverso cogenerazione, con riduzioni fino al 30% del combustibile utilizzato; l’abbattimento del consumo di acqua potabile fino al 100% grazie al ricircolo delle acque di processo e al recupero delle acque piovane; l’investimento in ricerca e sviluppo fino al 10% degli utili (oltre otto milioni di euro) per la riduzione delle emissioni in atmosfera e la messa a punto di prodotti innovativi e sostenibili; il coinvolgimento dei fornitori in progetti per la riduzione dei rifiuti e l’ottimizzazione dei processi di produzione/fornitura delle materie prime; la riduzione fino al 65% dei consumi energetici per l’illuminazione, grazie all’utilizzo di illuminazione a led; la realizzazione di progetti di dematerializzazione e digitalizzazione per la riduzione del consumo di carta; le analisi del ciclo di vita dei prodotti, riconosciute da certificazioni quali Epd (dichiarazione ambientale di prodotto), Carbon Footprint ed Eco-Label, oltre che numerose certificazioni di prodotto specifiche di ciascun comparto.

Le aziende del network Turn

Acea Ambiente, Alcantara, Algeco, Authentica, Arvedi - Acciai Speciali Terni, ASM Terni, Beaulieu Fibres International Terni, Befood, Ceplast, Coiben, Cosp Tecno Service, Enerstreet, Eskigel - Froneri Italy, Exolon Group, Fornaci Briziarelli Marsciano, Free Luce & Gas, Fucine Umbre, Garofoli, Guido Bernardini, Morelli Logistica & Servizi, Novamont, O-I Italy, Pallotta, RMT-Recupero Materiali Terni, S.C.A.T. Terni, Sammi, Sangraf Italy, SII – Servizio Idrico Integrato, Tarkett, Terni Servizi Tiesse e Urbani Tartufi.

Le tappe del progetto

Il progetto si è sviluppato in tre fasi. La prima ha permesso di mappare le buone pratiche in materia di sostenibilità ambientale e di economia circolare del primo nucleo di otto aziende rilevate sulla base di 10 pilastri definiti in accordo con gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 dell’Onu. I pilastri sono stati assunti come riferimento per lo sviluppo e l’attuazione di iniziative in ambito energetico, sviluppo sostenibile e riduzione dei gas serra, con l’obiettivo di creare uno strumento sempre replicabile.

La seconda fase ha visto l’implementazione da parte delle aziende promotrici, di politiche, investimenti e progetti finalizzati all’ulteriore incremento delle rispettive performance in tema di sostenibilità e l’allargamento del network con il coinvolgimento nel progetto di nuove imprese, grandi, medie e piccole operanti in diversi settori, così da creare un vero e proprio progetto di filiera. In particolare, le principali iniziative in materia di sostenibilità implementate dalle aziende hanno riguardato l’ambito dell’energia, dei trasporti e logistica, del welfare e riduzione delle emissioni con relative certificazioni.

Nella terza fase del progetto, il network di imprese di Turn ha raggiunto l’ambizioso traguardo di essere il primo distretto industriale italiano a conseguire la certificazione ISO 37101 “Gestione sostenibile delle Comunità”.

I commenti

“L’ambizioso traguardo di essere il primo distretto industriale italiano per lo sviluppo sostenibile – ha sottolineato il presidente di Confindustria Umbria Vincenzo Briziarelli – ci rende particolarmente orgogliosi e testimonia l’importanza dello scambio di buone pratiche e l’efficacia della collaborazione tra soggetti diversi intorno a comuni obiettivi, per il benessere della comunità locale e per la rigenerazione del territorio”.

“I risultati del progetto Turn – ha spiegato il presidente della Fondazione Cassa di risparmio di Terni e Narni Luigi Carlini - rimarcano in maniera chiara e decisa la necessità per gli attori del territorio, in questo caso le imprese, di fare rete e costruire insieme un percorso virtuoso. La nostra fondazione ha sin da subito creduto in questo progetto, puntando in particolare sulla bontà dell’idea di sostenibilità che sta alla base del piano. Oggi si raccolgono dati rilevanti, che mettono in evidenza la bontà dell’operato di questa rete di aziende sotto diversi profili, come quello della sostenibilità economica, ambientale e occupazionale. Tutti fattori che oggi non possono e non devono essere sottovalutati da chi intende operare in maniera virtuosa per la crescita del territorio”.

Giammarco Urbani, vicepresidente di Confindustria Umbria, ha ripercorso la genesi del progetto nato proprio durante la sua permanenza alla guida della sezione di Terni. “Attraverso questo progetto – ha affermato – l’industria ternano-narnese si fa protagonista della rinascita e rigenerazione del territorio, promuovendo un paradigma sostenibile che coinvolge le imprese di tutte le dimensioni con il duplice obiettivo di rendere più attrattivo il territorio e di influire positivamente sulla competitività delle nostre aziende sui mercati internazionali. L’idea è quella di replicare il progetto estendendolo orizzontalmente agli altri territori di riferimento di Confindustria Umbria e verticalmente ai principali settori produttivi”.

Le fasi in cui si è sviluppato il progetto Turn sono state ripercorse dal presidente della sezione di Terni di Confindustria Umbria, Riccardo Morelli: “Questa esperienza – ha detto – dimostra come sia possibile la transizione dei distretti industriali verso gli sfidanti obiettivi di sostenibilità, attraverso un’integrazione stretta tra impresa e territorio. Il valore intrinseco del progetto è la messa a sistema di esperienze, esigenze, idee e know-how con l’obiettivo di creare un modello replicabile capace di coinvolgere imprese di dimensioni e settori diversi, così da creare un vero e proprio progetto di filiera”.

Il progetto ha ricevuto anche l’apprezzamento di Confindustria nazionale, come testimoniato dalla vicepresidente di Confindustria per ambiente, sostenibilità e cultura Katia Da Ros: “Turn Urban Re-Generation – ha evidenziato – rappresenta un esempio virtuoso di integrazione tra imprese e territorio, in cui la sostenibilità, intesa nella sua triplice accezione ambientale, sociale ed economica, si configura come elemento centrale e caratterizzante di un distretto fiore all’occhiello, non solo di una realtà locale, ma del nostro Paese. Confindustria e il suo sistema associativo continueranno a lavorare insieme per delineare quel piano di politica industriale che, partendo da esperienze come questa, promuova sempre più il nuovo modello imprenditoriale capace di traghettare il nostro Paese verso un’economia della sostenibilità non solo ambientale, ma anche economica e sociale”.

I prossimi passi

A partire dai prossimi mesi, verranno inoltre promosse azioni finalizzate all’attrazione di risorse e talenti, quali ricercatori ed esperti di sostenibilità a supporto della transizione Esg, verrà ulteriormente sviluppato il dialogo con il mondo della ricerca scientifica e con le amministrazioni locali per la realizzazione di nuove iniziative a beneficio della comunità. È inoltre previsto l’ulteriore allargamento del network con l’ingresso di nuove aziende associate attivamente impegnate sul fronte della sostenibilità.

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