Sangemini e Amerino, assemblea dei lavoratori e Rsu: “Evitare nel nostro territorio l’ennesimo dramma sociale”

Il documento unitario, dopo l’assemblea di fabbrica svoltasi lo scorso lunedì 5 ottobre, è stato votato da sessantacinque persone. L'esito della riunione al Mise tra direzione aziendale e organizzazioni sindacali

foto di repertorio

Si è svolto lo scorso lunedì 5 ottobre un consiglio di fabbrica al quale hanno partecipato i lavoratori e le lavoratrici della Sangemini Amerino, insieme alle Rsu di fabbrica. Al termine dell’incontro è stato votato un documento unitario, ratificato dalla totalità dei presenti. Gli stessi hanno poi diffuso un comunicato dove tornano sulla vertenza che sta interessando il complesso della provincia di Terni.

“Siamo veramente stanchi provati da una vicenda che sembra quasi inverosimile”. affermano i firmatari. "Una vicenda che visto nel 2014 omologare un concordato, dimostrando un equilibrio finanziario con ben 135 persone e affidarla da parte della politica, banche e sindacato a chi prometteva il rilancio dell’azienda, l’incremento dei volumi e il mantenimento occupazionale, ma in realtà: “spogliava altari per vestirne altri”. Cioè a chi aveva debiti, ma portava soldi all’estero, il tutto mantenendo lontane altre aziende dall’interessamento. Un gioco finanziario che ha fruttato molto più delle vendite e del prodotto finito, beffando i lavoratori e facendogli pagare il prezzo”.

“Abbiamo visto persino un politico assunto da questa azienda come dirigente, quando avrebbe dovuto garantire il rispetto degli accordi. Inoltre anche assistito inermi alla compartecipazione della nuova istituita società Acque Minerali d’Italia per abbreviazione A.M.I. della nostra società Sangemini Acque, ripulita dal debito pagato a caro prezzo da tutti i fornitori nel precedente concordato, per essere immersa nei debiti degli altri stabilimenti. Abbiamo subìto un piano industriale che forse è servito a prendere soldi dalle banche per degli investimenti obsoleti e super pagati. Abbiamo visto toglierci la rete vendite – proseguono nella nota - per paura di vendere troppo prodotto e dimostrare quello che ha già dimostrato e certificato il primo concordato, cioè che l’azienda è in salute. Siamo consapevoli che ci vogliono far pagare un prezzo e chi dirige l’azienda oggi è complice di scelte scellerate, continuando a giocare sulla pelle dei lavoratori, che unitariamente oggi in assemblea hanno votato la sfiducia del direttore, che nel 2014 fu uno dei dirigenti a traghettare l’azienda al primo fallimento. Sia una cosa chiara: Eun bene pubblico noi non le permetteremo”.

L’appello a sindacati ed istituzioni

“Non ci faremo intimorire né tanto meno prendere in giro, neanche da un eventuale cessione aziendale (il gioco della volpe che cambia il pelo lo conosciamo) se questa lascia a terra i lavoratori, siamo pronti e disposti a intraprendere nuovi percorsi. Per questo oggi le segreterie sindacali hanno deciso di organizzare entro la settimana prossima un incontro con tutte le segreterie nazionali Flai Cgil (Sara Palazzoli), Uila Uil (Pietro Pellegrini) e Fai Cisl (Alessandro Anselmi) presso i siti umbri. Ancora una volta lanciamo un appello a tutti i protagonisti: sindacato, Regione e politica per non vivere nel nostro territorio l’ennesimo dramma sociale”.

La riunione al Ministero 

Intanto nel corso della giornata odierna – martedì 6 ottobre – si è tenuto un incontro al Ministero dello sviluppo economico tra le segreterie di Flai, Fai e Uila, insieme alla Rsu di San Gemini e ai rappresentanti delle regioni coinvolte, oltre alla direzione aziendale di AMI.

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Come riportano in una nota congiunta le organizzazioni sindacali e Rsu: “L’azienda ha informato i partecipanti all’incontro di aver richiesto una proroga per la presentazione del concordato per motivi Covid alla metà di dicembre, in particolare ha affermato di avere difficoltà vista l'emergenza a trovare un valido interlocutore per l’investimento. Nonostante ciò l’azienda afferma di voler presentare il piano concordatario in tempi più brevi.

Alle pressanti richieste sia del ministero che dei sindacati sulla presentazione già in data odierna delle linee guida del piano, l’azienda ha risposto che intende mantenere tutti i siti attivi in continuità. Tuttavia, ha anche affermato di voler operare una razionalizzazione di figure che ha definito come “doppie, triple o quadruple”. L’azienda afferma di voler mantenere massima riservatezza sul piano e sugli investitori”.

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