Sangemini, è il giorno dello sciopero. La Regione chiama istituzioni e sindacati

Oggi un’ora di blocco per ogni turno, alle 13 il presidio dei lavoratori. Palazzo Donini all’azienda: rispettare gli impegni dell’accordo del 2014

Si apre la “fase 2” della vertenza Sangemini. Oggi i lavoratori hanno proclamato un’ora di sciopero per ogni turno oltre alla convocazione di un presidio che si terrà alle 13 davanti ai cancelli della fabbrica. La Regione Umbria ha invece fissato la riunione del tavolo con sindacati ed istituzioni per il prossimo 24 settembre.

L’accelerazione prende le mosse dalle preoccupazioni dei lavoratori, conseguenti alla possibili che l’azienda possa avviare il percorso per la cassa integrazione di una trentina di lavoratori come conseguenza di un ridimensionamento della produzione, legato soprattutto ai marchi Amerino e Fabia. Una scelta che andrebbe in controtendenza rispetto agli accordi che nel 2014 consentirono il passaggio della proprietà della storica fabbrica di acque minerali dalla famiglia di armatori napoletani Rizzo-Bottiglieri alla famiglia Pessina e dunque al gruppo Norda.

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Preoccupazioni che, rilanciate già da settimane dai lavoratori, adesso sembrano toccare anche le corde della politica. Palazzo Donini ha infatti convocato “un incontro con tutte le parti interessate al fine di avere certezze circa gli impegni assunti dalla proprietà di Acque Sangemini quale condizione necessaria a garantire continuità produttiva, valorizzazione dei marchi e sviluppo occupazionale”. Sono gli obiettivi con cui il vicepresidente della Regione Umbria e assessore allo sviluppo economico Fabio Paparelli e l’assessore all’ambiente Fernanda Cecchini hanno convocato una riunione per lunedì 24 settembre a Palazzo Donini.   Nella sede della giunta regionale sono stati convocati i rappresentanti delle organizzazioni sindacali, le Rsu dell’azienda, i sindaci dei comuni di Acquasparta, Montecastrilli e San Gemini.
“La Regione - sottolineano Paparelli e Cecchini - in quanto sottoscrittrice dell’accordo del 2014 e autorità competente per la concessione dello sfruttamento delle acque ha, attraverso il tavolo regionale, svolto una puntuale attività di monitoraggio rispetto ai contenuti dell’accordo. È necessario che si dia seguito alle previsioni del 2014 con un piano industriale in grado di rilanciare marchi, produzione e presenza sul mercato delle acque minerali”.

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