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Sangemini, l’azienda scopre le carte: investimenti, esodi volontari e ammortizzatori sociali

Incontro con i sindacati, illustrato il piano industriale: nuova linea vetro e beverage, si tratta sul personale. Riunione aggiornata al 17 ottobre

Le carte della Sangemini dicono questo: venti milioni di investimenti in due anni, accompagnati però da una ristrutturazione del personale attraverso strumenti come ammortizzatori sociali ed esodi volontari.

Faccia a faccia tra vertici aziendali, sindacati di categoria e rsu aziendali sulla vertenza della storica fabbrica di acque minerali. Durante il summit, sul tavolo è finito il piano industriale da tempo atteso e che è stato declinato secondo i dettagli che in parte da tempo si conoscevano.

L’azienda ha infatti intenzione di ampliare la produzione con l’introduzione di una linea vetro così da aggredire anche fette di mercato relative alla ristorazione. C’è poi il progetto di introdurre una linea performante che possa consentire di produrre beverage ad amplia gamma: succhi di frutta, aperitivi e altri prodotti di livello medio alto. Questo si traduce in investimenti per circa 20 milioni di euro in un biennio.

Da accompagnare però con un piano di ristrutturazione del personale tra ammortizzatori sociali ed uscite volontarie. “Richieste che però vanno formalizzate in un piano da presentare ai lavoratori”, dicono in una nota Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil. Che avanzano anche domande più specifiche sul tipo di strumenti che potrebbero essere utilizzati per il personale. Quali ammortizzatori? Per quanto tempo? Nelle scorse settimane si è parlato di cassa integrazione per 25/30 addetti (sui 92 attuali) oltre alla possibilità che almeno 2 o 3 persone vengano accompagnate alla pensione.

Temi che restano sul tappeto e che verranno affrontati nella prossima riunione in programma – presumibilmente – il 17 ottobre.    

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