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Lunedì, 16 Maggio 2022
Economia

In Umbria cresce la compravendita delle seconde case: “Lavoro da remoto e turismo di prossimità”

I dati del Comitato di vigilanza della Borsa Immobiliare: “La liquidità finora in letargo sta tornando a vivere nel mattone”

“Il 2021 si chiude con una forte crescita del numero delle compravendite in Italia di seconde case, + 44% rispetto al 2020. L’andamento positivo è confermato anche per l’Umbria, grazie alla buona qualità della vita, al clima equilibrato, alle attrazioni e attività culturali, al giusto rapporto di qualità e prezzo per gli immobili”. Sono i dati pubblicati da Paola Berlenghini, Agente immobiliare membro del Comitato di Vigilanza della Borsa Immobiliare dell’Umbria.

Covid, lavoro da remoto e turismo di prossimità fanno dunque crescere la domanda, ma cambia il modo di abitare: preferita la campagna e il piccolo centro d’arte, località raggiungibili con mezzi propri e lontane dalla folla, case più spaziose possibilmente con terrazza, visuali dalle finestre o giardino privato. Cortili, divisioni nette tra spazi pubblici e privati, tra zone giorno, zone notte, zone lavoro/studio.

“Acquisto per uso personale, per trascorrere i fine settimana, oppure per vivere le vacanze liberamente in una casa - prosegue la Camera di Commercio dell’Umbria - evitando così eventuali restrizioni normative pandemiche obbligatorie in strutture ricettive e riuscendo a coniugare esigenze di lavoro o di studio. Ma anche seconde case finalizzate all’investimento da destinare a locazioni con utilizzo prolungato, per soddisfare la crescente richiesta di luoghi sicuri e non in condivisione. Per il futuro prossimo, la domanda e l’offerta si incontreranno sempre più nell’esigenza comune di maggiore mobilità lavorativa, di disfarsi di immobili datati e di acquisirne ristrutturati, con spazi sufficienti per una vita che concilia lavoro e famiglia”.

“I layout stessi delle case cambieranno aggiungendo standard tecnologici, cablaggio, efficienza energetica, sostenibilità. Case riqualificate significa anche – aggiunge Paola Berlenghini - una prestazione più importante dell’investimento: prezzi e canoni più alti e, di conseguenza, clientela selezionata. La liquidità finora in letargo sta tornando a vivere nel mattone. Rispetto ai valori immobiliari medi minimi delle compravendite delle seconde case ristrutturate con materiali tipici, finiture di qualità e energicamente efficienti, i valori variano a seconda dei Comuni, dei servizi e delle dimensioni: rustici, ville e casali si aggirano intorno ai 1800 euro/mq, appartamenti in centro storico 1500 euro/mq”.

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