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Sabato, 22 Gennaio 2022
Economia

Sindacati dal prefetto e poi in piazza: “Manovra sbagliata, serve cambio di passo”

Le sigle anche a Terni aderiscono alla manifestazione nazionale: “La finanziaria va cambiata, maggiore attenzione soprattutto alla manifattura”

Prima l’incontro con il prefetto, poi la manifestazione in piazza sotto la pioggia. Cgil, Cisl e Uil si sono ritrovati sabato mattina contro la “manovra sbagliata” del Governo Draghi. Lavoro, fisco e pensioni sono i tre grandi temi messi al centro dai sindacati, che hanno prima incontrato il prefetto di Terni, Emilio Dario Sensi, al quale è stata consegnata la piattaforma con le richieste delle tre organizzazioni al governo, e poi si sono riunite a piazza dell’Orologio. 

“La manifestazione di Terni - è stato detto durante la manifestazione - alla quale hanno partecipato lavoratrici e lavoratori, pensionate e pensionati, da tutta la regione, ha messo al centro anche l’Umbria e la necessità di un cambio di passo per il rilancio della regione, a partire proprio dalla manifattura ternana, elemento strategico per l’intera economia umbra”. 

Sul palco, insieme ai tre segretari di Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria, Vincenzo Sgalla, Angelo Manzotti e il neo eletto Maurizio Molinari, hanno preso la parola un’infermiera (Carolina Galeazzi), un operaio di Ast (Emiliano Petralla), una pensionata (Vania Cittadini) e un lavoratore dell’Eskigel (Gennaro Giordano). 

Welfare, sicurezza, donne, giovani e non autosufficienza sono i temi trattati da Andrea Cuccello, segretario Cisl nazionale, che ha concluso la manifestazione. Cuccello ha sottolineato disponibilità verso il Governo per proseguire un percorso concertativo di rilancio per il Paese, che parta però dal lavoro. “Un lavoro stabile e di qualità - ha precisato - C'è bisogno di una riforma fiscale che premi i lavoratori e i pensionati, di sicurezza sull'accessibilità alle pensioni per chi sta per maturare il requisito e di una pensione di garanzia per i giovani. Sulla non autosufficienza il governo - ha aggiunto - deve investire più risorse e dare vigore a quanto previsto dalla legge di stabilità, riconoscendo l'importanza di quel primo embrione presente nella stessa legge sulla non autosufficienza”.

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