Terni, novemila persone inseguono il miraggio di trovare un posto di lavoro

Nel 2018 gli occupati sono stati circa mille in meno. Nello stesso periodo è cresciuta di duemila unità la platea di chi è cerca di un contratto. L’economia ternana sotto a lente della Camera di commercio

Nel 2018 gli occupati a Terni sono diminuiti di mille unità. E nello stesso periodo di tempo, la platea di chi è in cerca di una occupazione è cresciuta di circa duemila unità. Il risultato è che ad oggi ci sono circa novemila persone che inseguono il miraggio di un posto di lavoro. Nonostante numeri in altalena che dicono come la fase acuta della crisi sia superata ma che confermano, d’altra parte che esiste una “difficoltà strutturale”, come illustrato anche dalla Banca d’Italia, ad agganciare la ripresa.

L’economia del Ternano finisce ancora sotto la lente della Camera di commercio di Terni attraverso una serie di indicatori che fotografano la situazione al 31 dicembre 2018. Eccola.

Occupati e imprese

Nella provincia di Terni, nel terzo e quarto trimestre del 2018, il numero delle imprese attive iscritte nei registri camerali è pari, rispettivamente, a 18.379 e 18.395 unità. Rispetto agli stessi periodi del 2017, il numero delle imprese è aumentato, rispettivamente, di 152 e 141 unità (pari allo 0,8 per cento in ciascuno dei due periodi. La consistenza delle imprese cresce per il quarto trimestre consecutivo dopo la contrazione del 2017 dovuta principalmente a operazioni di riallineamento del registro camerale.
Secondo la rilevazione Istat sulle forze di lavoro, nel 2018 il numero di occupati residenti nella provincia di Terni è pari a 85mila unità, e segna una flessione dello 0,8 per cento rispetto al 2017, in linea con l’andamento dell’anno precedente. Il numero di persone in cerca di occupazione ammonta a 9mila unità e diminuisce del 18,8 per cento rispetto al 2017 (Tavola 2.1). Tali andamenti comportano una contrazione complessiva della partecipazione al mercato del lavoro – le forze di lavoro diminuiscono del -2,9 per cento – e una crescita degli inattivi (+1,9 per cento), cioè di coloro che, per effetto di scoraggiamento o altri motivi, si collocano fuori dall’offerta di lavoro. La variazione degli inattivi assume caratteristiche più marcate tra gli uomini.
Tra il 2017 e il 2018 il numero di occupati è diminuito dell’1,5 per cento tra i lavoratori dipendenti e cresciuto dell’1,6 per cento tra gli autonomi. La crescita degli occupati si concentra nell’industria (+10,1 per cento), principalmente nel campo delle costruzioni (+28,5 per cento) dove si assiste a una ripresa in controtendenza rispetto al calo continuo degli ultimi anni.
Nel 2018 il tasso di occupazione della popolazione in età da lavoro (tra 15 e 64 anni) è pari al 59,6 per cento, in lieve aumento rispetto al 2017 (+0,2 per cento); la crescita si concentra tra gli uomini (+0,5 punti percentuali) mentre per le donne si ha una riduzione di 0,1 punti percentuali. Il tasso di disoccupazione è pari al 9,8 per cento, contro l’11,8 per cento del 2017. La diminuzione risulta di pari intensità per i due sessi.

La piaga del sommerso

Nel secondo semestre 2018, la Direzione territoriale del lavoro di Terni ha rilevato 602 casi di lavoro irregolare di cui l’8,8 per cento riferiti a situazioni di sommerso. Nel complesso dell’anno i casi risultano pari a 707. La percentuale più elevata di casi di lavoro nero si riscontra nell’industria e nel terziario.

Credito: la situazione

Nel secondo semestre del 2018 si arresta la tendenza alla crescita, sebbene moderata, dei finanziamenti bancari nella provincia di Terni; il tasso di variazione su base annua dei prestiti alla clientela residente è passato da +0,5 per cento a dicembre 2017 a -0,1 per cento a dicembre 2018 (-0,1 per cento a giugno 2018). Nella seconda parte del 2018 si conferma la flessione dei finanziamenti bancari alle imprese che a dicembre è pari a -1,5 per cento su base annua contro il -0,8 per cento per cento di dicembre 2017. Il calo ha riguardato sia le imprese medio-grandi (-1,5 per cento a dicembre 2018) sia quelle fino a 20 addetti (-1,5 per cento). A dicembre 2018, i prestiti bancari alle famiglie consumatrici residenti sono aumentati del +2,8 per cento su base annua in linea con gli incrementi dei periodi precedenti (+2,7 per cento a dicembre 2017). A dicembre 2018, la dinamica dei crediti alle imprese per settore di attività continua a essere negativa nel comparto delle costruzioni (-6,5 per cento, rispetto a -2,0 per cento a dicembre 2017) mentre risulta positiva quella delle attività manifatturiere con tassi superiori rispetto all’anno precedente (+6,1 per cento contro +1,7 a dicembre 2017). Nei servizi, a dicembre 2018 il credito alle imprese è in lieve arretramento (-0,2) per cento e la flessione risulta molto attenuata rispetto a quella dell’anno precedente. Migliora lievemente la qualità del credito: il flusso di nuove posizioni deteriorate in rapporto ai prestiti vivi in essere all’inizio del periodo (tasso di deterioramento del credito) passa dal 4,6 per cento di dicembre 2017 al 3,8 per cento di dicembre 2018. La qualità del credito migliora sia per le famiglie sia per le imprese: per le prime, a dicembre 2018 si riscontra un indice di deterioramento pari all’1,1 per cento rispetto a 1,4 per cento a dicembre 2017. Con riferimento al settore produttivo, il tasso di deterioramento è passato dal 7,2 per cento di dicembre 2017 al 6,3 per cento di dicembre 2018. In maggiore sofferenza risulta il comparto delle costruzioni nel quale, a dicembre 2018, il 29 per cento dei prestiti è deteriorato.

Chi non ce la fa

Nel corso del secondo semestre del 2018, nella provincia di Terni si registrano 15 fallimenti di imprese, circa la metà di quelli rilevati nello stesso periodo del 2017, valore che risulta in diminuzione per il terzo anno consecutivo. Se si considera il complesso dell’anno, nel 2018 il totale dei fallimenti è pari a 41 unità contro 48 del 2017.
Nel corso del secondo semestre 2018 il numero dei protesti iscritti al registro della Camera di Commercio di Terni è diminuito del 45,7 per cento rispetto allo stesso periodo del 2017 (Tavola 3.4). Nello stesso arco temporale si è registrata una flessione pari, rispettivamente, all’80,4 per cento e al 63,9 per cento dell’importo totale e di quello medio dei protesti. Nell’anno 2018, il numero di protesti è pari a 1.369 unità ed è diminuito del 28,5 per cento rispetto al 2017. Sempre su base annua, l’importo totale e quello medio risultano entrambi in calo, rispettivamente, del -64,7 per cento e del -50,7 per cento.

Turismo, una boccata d’ossigeno

Nel corso del 2018, secondo i dati che la Regione Umbria raccoglie nell’ambito della rilevazione Istat, gli arrivi e le presenze nelle strutture ricettive della provincia sono aumentati, rispettivamente, dell’8,3 per cento e dell’8,7 per cento rispetto allo stesso periodo del 2017. Alla crescita della domanda turistica contribuisce l’incremento degli arrivi sia dei clienti italiani (+7,4 per cento) che di quelli stranieri (10,2 per cento; Tavola 4.1). L’incremento del flusso turistico è più intenso nel territorio Orvietano, dove gli arrivi e le presenze aumentano, rispettivamente, del 10,8 per cento e del 17,9 per cento. Con riferimento all’andamento nel secondo semestre, arrivi e presenze crescono, rispettivamente, dell’8,0 per cento e del 10,3 per cento. Risulta più accentuato l’incremento dei clienti italiani. L’aumento degli arrivi negli esercizi ricettivi registrato nel secondo semestre 2018 conferma l’andamento positivo iniziato nel 2014 e che si era interrotto a causa degli eventi sismici del 2017.

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