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Martedì, 9 Agosto 2022
Economia San Gemini

Sviluppo e ambiente, parte da San Gemini la sfida della sostenibilità

Università, scuole e imprese protagonisti del convegno promosso da Unitelma Sapienza Roma e amministrazione comunale

Si è tenuto gli scorsi 21 e 22 ottobre, presso il teatro comunale di San Gemini, l’evento promosso dall’Università degli Studi di Roma UnitelmaSapienza e dal comune ternano a corollario della partnership culturale condivisa che si propone di sviluppare idee e progetti nel territorio legati all’educazione alla sostenibilità.

L’evento - svoltosi in maniera diffusa nel borgo medievale di San Gemini – ha coinvolto diverse aziende, manager e stakeholders locali per discutere il tema del raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda Onu 2030 per lo sviluppo sostenibile, attraverso una visione che preveda la gestione delle aziende che associ la creazione di valore all’impatto delle attività sull’ambiente e sulla società.

“Nelle nostre intenzioni è sottolineare la centralità dell’educazione per l’individuazione di soluzioni utili al raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda Onu 2030, non solo implementando nelle scuole e nelle università percorsi specifici, ma diffondendo una visione sistemica in ogni ambito produttivo e organizzativo: dalle amministrazioni pubbliche ad ogni persona coinvolta nelle filiere di produzione, che vogliono innovare e valorizzare tenendo conto dell’impatto delle loro scelte sull’ambiente e la società”. Così Cesare Manetti, presidente del corso di laurea magistrale in scienze e tecnologie alimentari interateneo Sapienza Università di Roma e Università degli Studi della Tuscia, che ha curato insieme ai partner il programma scientifico.

Hanno aperto i lavori giovedì 21 ottobre Paola Agabiti, assessore alla cultura della Regione Umbria, Luciano Clementella, sindaco di San Gemini, Antonello Folco Biagini, magnifico rettore Unitelma Sapienza e Paolo Belardi, delegato del rettore dell’Università degli Studi di Perugia per il settore tutela dell’ambiente e politiche energetiche.

Patrocinato dall’Università degli Studi di Perugia, dall’Università degli Studi della Tuscia e dalla Regione Umbria, tra i content partner anche FAO elearning Academy, Food Future Institute, Santa Chiara Lab, Siena Food Lab, Aboca, Seac. Main sponsor, la Fondazione Cassa di risparmio di Terni e Narni.

L’esperienza è stata propiziata dal sindaco Luciano Clementella e dall’assessore alla cultura Federica Montagnoli e ha trovato in tutta l’amministrazione di San Gemini un supporto attivo, che ha mobilitato persone e aziende che custodiscono diverse risorse del territorio.

Ai docenti, agli amministratori e agli imprenditori presenti in sala e a diverse scuole e aziende collegate in streaming sono state proposte brevi relazioni utili a inquadrare l’Agenda Onu 2030 e a illustrare, attraverso testimonianze dirette, modalità per lavorare con ragazze e ragazzi in formazione sia scolastica sia universitaria. Significative per il contesto del convegno le esperienze fatte in alcuni borghi d’Italia.

Nella prima sessione, dedicata all’ideazione e realizzazione di esperienze formative, la dottoressa Cristina Petracchi, direttrice della Fao eLearning Academy, ha introdotto le metodologie utili a trasferire i saperi legati alla sostenibilità e illustrato i contenuti dei corsi resi disponibili gratuitamente dalla Fao, oltre alla modalità di certificazione degli stessi attraverso gli open-badge. La professoressa Sonia Massari, Università degli Studi di Roma Tre, ha introdotto il design con cui progetta, da anni, percorsi di formazione in questo ambito, inscindibile dagli obiettivi di apprendimento e dalla necessità di presentare e trasmettere un approccio sistemico, col quale ideare soluzioni utili al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile.  Su questa necessità, collegata all’esigenza di un approccio transdisciplinare, il professor Cesare Manetti, curatore del convegno, ha centrato il suo intervento introduttivo alla sessione, fil rouge della due giorni sangeminese.

Nella seconda sessione si è dato spazio alle esperienze: Anna Natangelo, docente del liceo scientifico Aristotele di Roma, che ha utilizzato i materiali didattici messi a disposizione dalla Fondazione Barilla Center for Food & Nutrition (Bcfn); Bernardo Melotti, studente del liceo Malpighi di Bologna, che ha interagito con i programmi del Future Food Institute, svolti a Pollica e Marettimo per contestualizzare e “far vivere” ai partecipanti la dieta mediterranea; Marianne Marinelli, docente del corso di laurea magistrale in scienze e tecnologie alimentari di Sapienza Università di Roma, che ha proposto un mini corso in lingua inglese e previsto l’uso integrato di diversi strumenti didattici come un  massive online open course (MOOC) dedicato allo sviluppo sostenibile dei sistemi agroalimentari dei paesi del Mediterraneo; un’esperienza di co-teaching svolta dal professor Cesare Manetti e la professoressa Francesca Allievi dell’Università di Scienze Applicate JAMK (Finlandia), che ha coinvolto studentesse e studenti delle due università in un lavoro di gruppo con il Food Sustainability Index (BCFN e The Economist Intelligence Unit); corsi della Fao eLearning academy, con relativa certificazione utile poi al conseguimento dei crediti formativi universitari; Gabriele Laffranchi, professore di liceo, ideatore del progetto didattico gratuito Cosmopolites per l’insegnamento scolastico dell’educazione civica, disciplina nella quale ricade anche il tema della Sostenibilità; Alessandro Buffi fondatore insieme ad altri designer di una Startup innovativa a Terni, MaterieUnite, che recentemente ha vinto il premio per la nuova Bauhaus Europea promosso dall’Unione europea per creare una “piattaforma collaborativa del design e della creatività” grazie alla quale progettare modi di vivere belli sostenibili e accessibili, creando allestimenti temporanei o permanenti con materiali riciclabili, primo tra tutti il cartone.

La terza sessione è stata dedicata all’educazione della sostenibilità nelle Università con gli interventi di Piergiuseppe Morone, direttore della scuola di alta formazione sulla sostenibilità e l’economia circolare di UnitelmaSapienza, Antonio Boggia, dell’Università di Perugia, Livio De Santoli, di Sapienza Università di Roma ed Emanuele Blasi, dell’Università degli Studi della Tuscia, che hanno fornito un quadro di cosa i diversi atenei stanno portando avanti, sia per rendere più sostenibile la vita delle comunità universitarie sia per fornire l’educazione alla sostenibilità all’interno dei corsi universitari e con iniziative di terza missione, rivolte all’esterno.

La quarta sessione, introdotta dal professor Angelo Riccaboni, presidente della Fondazione Prima, e dalla dottoressa Marta Antonelli, direttrice della ricerca della Fondazione Barilla, e dal professor Simone Bastianoni, dell’Università di Siena ha riguardato l’allineamento delle imprese e dei territori agli obiettivi dell’Agenda Onu 2030.

E dopo l’introduzione alle risorse e alla storia del territorio di San Gemini offerta dallo scrittore sangeminese Aldo Zerbini, la quinta sessione, moderata dal professor Francesco Zecca di Sapienza Università di Roma, che ha riguardato esperienze di aziende e innovazione. In particolare riguardo il legame tra sostenibilità e modo di operare delle aziende importante testimonianza è venuta da Massimo Mercati amministratore delegato di Aboca, che ha presentato l’azienda come un vero e proprio sistema vivente; Cesare Castellini, dell’Università di Perugia ha illustrato le opportunità dell’Agroforestry, che propone sistemi di allevamento di animali di piccola taglia con basso impatto ambientale unendolo alla coltivazione di vitigni e alberi di ulivo; Cristiana Tozzi ha presentato i percorsi di innovazione e formazione del Siena Food Lab; il professor Alessio Cavicchi ha presentato molti esempi di start-up nate da collaborazione tra l’Università e il territorio marchigiano e la dottoressa Kateryna Marozava, Environmental Sustainability Manager dell’azienda vitivinicola  Ruffino che, presentando il bilancio di sostenibilità dell’azienda, ha fornito una sintesi strutturata degli ambiti in cui si può e si deve intervenire per l’allineamento ad alcuni degli obiettivi dell’Agenda 2030.

Ha chiuso la sessione il professor Pietro Paganini, di competere.eu, che ha offerto una sua visione sulle politiche dell’Unione europea e i rischi legati alla globalizzazione.

La restituzione al territorio dei contenuti del convegno è stata fatta all’interno di una tavola rotonda finale che è stata coordinata dal dottor Fiorello Primi, presidente dell’Associazione dei Borghi più belli d’Italia,  nella quale l’assessore alla cultura, professoressa Federica Montagnoli, ha sottolineato le opportunità offerte da esperienze legate all’educazione allo sviluppo sostenibile per la crescita e la valorizzazione del territorio, come ben messo a fuoco attraverso l’esperienza del convegno, da lei organizzato insieme al sindaco Luciano Clementella e al vicesindaco Marco Medei, e che saranno amplificate nei percorsi già progettati con le scuole.

Parole che hanno riecheggiato nel saluto finale del sindaco che ha auspicato lo sviluppo di un modello di formazione rivolto a tutta la comunità, che possa accogliere studentesse e studenti, professionisti e amministratori provenienti da altri luoghi ed esportabile anche in altri borghi, in collaborazione con UnitelmaSapienza e le altre Università del territorio.

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