Treofan, la doccia fredda: stipendi tagliati a maggio, i lavoratori insorgono

Niente premio di risultato nella “busta” di questo mese, insorge Uiltec: vogliamo conoscere le reali intenzioni di Jindal per il sito di Terni, serve rispetto del contratto di lavoro e dei dipendenti

“Durante un call il management, Jindal ha comunicato di non essere in grado di riconoscere nel mese di maggio il premio di risultato che costituisce una parte retributiva riconosciuta dal contratto collettivo di lavoro, andando incontro quindi anche a gravi inadempienze contrattuali”.

La denuncia porta la firma di Luca Massarelli, della segreteria regionale di Uiltec Umbria, che sbatte i pugni sul tavolo e rilancia chiedendo ai vertici di Treofan “rispetto del contratto e dei lavoratori”.

La Uiltec “vuole conoscere le vere intenzioni di Jindal per quanto riguarda il sito di Terni, un vero piano industriale dove si possa parlare di occupazione e di sviluppo. Un planet che preveda la produzione di film più virtuose, ed in ultimo un piano d’investimento serio e credibile”.

“Dopo l’acquisizione di Treofan da parte della multinazionale Jindal – ricostruisce Massarelli - stiamo assistendo a un susseguirsi di comportamenti del management che rischiano di minare seriamente le relazioni industriali. Sono trascorsi due anni dall’incontro al Mise, dove Jindal aveva illustrato davanti a tutte le istituzioni e alle organizzazioni sindacali nazionali e territoriali la propria volontà di chiudere il sito di Battipaglia e illustrando per Terni un pseudo piano industriale strutturato in tre anni senza garanzie d’investimento bensì una semplice voce dispesa in bilancio di 1,5 milioni di euro ogni anno per manutenzione. Tutto ciò non si è realizzato, stiamo assistendo a un silente e continuo depauperamento del sito di Terni”.

Prova ne è il fatto, secondo Uiltec, che “molti ordini di laccato che prima venivano prodotti a Terni sono stati trasferiti in altri siti (Virton in Belgio e Brindisi) con conseguente fermata delle nostre linee, lasciandoci produrre film di basso valore aggiunto e quindi poco redditizio, con conseguente aumento dei costi di produzione”.

Ora, la situazione si aggrava con la decisione di Jindal di non pagare un pezzo della retribuzione di maggio, mostrando così un “mancato rispetto dei diritti dei lavoratori”.

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“Riteniamo indispensabile, vorrei dire fondamentale – è l’appello di Massarelli - la partecipazione di tutti i lavoratori tramite un’azione condivisa da tutte le organizzazioni sindacali”.

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