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Lunedì, 27 Giugno 2022
Economia

“Solo imposte e niente rilancio, imprese locali tartassate dal Comune di Terni”

Duro intervento di Confartigianato: l’economia locale versa in una profonda crisi mentre Palazzo Spada approva l’incremento della Taric, non prevede alcuna riduzione per l’occupazione di suolo pubblico e cancella Terni On

Da una parte le imprese del territorio e dall’altra, in “direzione ostinata e contraria”, il Comune di terni. Questa la fotografia scattata da Confartigianato Terni che in una dura nota mette nel mirino l’amministrazione comunale che “sembra non accorgersi della profonda crisi nella quale versano interi settori dell’economia locale”.

“Abbiamo più volte richiesto che fosse il Comune a farsi promotore nell’immediato di un piano di rilancio dell’economia che vertesse su alcuni punti specifici, come ad esempio una diversa gestione della leva fiscale, anche nei confronti delle competenze degli altri enti territoriali – rileva l’associazione di categoria - E invece, mentre sarebbe essenziale promuovere le attività per determinare una maggiore competitività territoriale in sede di riavvio delle attività economiche post pandemia, l’amministrazione comunale non solo non si fa promotrice di un rilancio economico locale” ma “attua politiche” che vanno – appunto – nella direzione opposta.

Tre gli esempi che vengono portati da Confartigianato: la riattivazione integrale di imposte e tasse come “il canone unico sull’occupazione del suolo pubblico “senza alcun serio intervento di riduzione”, l’incremento della tariffa sui rifiuti e la “cancellazione” di Terni On.

“Con l’esaurirsi dell’intervento governativo che aveva deliberato la gratuità su tutto il territorio nazionale fino al 31 marzo scorso – dice Confartigianato a proposito della Tosap - avevamo chiesto, come avvenuto in altri comuni italiani, un intervento da parte del Comune di Terni almeno per graduare la ripresa della tassazione. Invece dobbiamo constatare che, nonostante le imprese abbiano fatto affidamento sulle promesse da parte del Comune di supportare le attività commerciali per quel che riguarda l’occupazione del suolo pubblico per il 2022, dopo la bocciatura degli emendamenti che tendevano ad aumentare gli stanziamenti a questo scopo nell’ultima riunione del consiglio comunale, sono disponibili pochissimi fondi che sarebbero sufficienti per un mini sconto di meno del 10% al quale inoltre gli esercenti potranno accedere solo partecipando ad un apposito bando e relativa selezione. Una misura del tutto insufficiente”.

La seconda bocciatura arriva in materia di Taric, per cui Palazzo Spada ha deliberato – relativamente alle utenze non domestiche, “l'incremento dell'8,50% sulla quota variabile e dello 0,63% sula quota fissa. A questo proposito si ricorda che la tariffa Taric a Terni è fortemente squilibrata a danno delle imprese. La platea delle utenze domestiche è molto più ampia rispetto a quella delle utenze non domestiche. Le imprese inoltre presentano una produzione di rifiuti urbani assolutamente contenuta (settore della ristorazione a parte, le altre attività producono pochissimi rifiuti) ma nonostante questo sono costrette a farsi carico di quasi la metà dei costi complessivi del servizio. L’attuale amministrazione, invece di ridurre lo squilibrio, ha pensato bene di aggravarlo con aumenti percentualmente più elevati per la parte delle utenze non domestiche”.

Ultima nota, dolente, “la cancellazione di un evento di promozione particolarmente atteso dalle imprese del centro città come Terni On. Dopo la scelta di organizzare e gestire all’interno – scrive Confartiginato - scelta che si è tradotta in anni di costante riduzione della portata dell’evento di promozione delle imprese del centro città rispetto alle edizioni del passato, il Comune sembra ora intenzionato a concludere la propria opera con la cancellazione definitiva dell’evento molto atteso dalle imprese, proprio quando ci sarebbe bisogno di risollevare e rilanciare la ristorazione e il commercio”.

“A queste politiche – si chiude il Comunicato - si aggiunga che il Comune assegna quasi costantemente appalti a imprese di altri territori, anche quando segue le procedure di assegnazione diretta (solo negli ultimi giorni appalti del parco di Cardeto, della segnaletica stradale, dei lavori in biblioteca). Pertanto, esprimiamo viva preoccupazione che queste costanti politiche comunali che non supportano le imprese locali nel momento più difficile dal dopoguerra, ottengano il risultato di rendere il territorio particolarmente ostile alle attività d’impresa con le conseguenze evidenti in termini di perdita della competitività territoriale e di ostacolo allo sviluppo e al lavoro”.

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