Arisgam, Irba, Tefa e le altre: tasse occulte, per i ternani un salasso da 17 milioni

La Uil fa i conti dei tributi "nascosti": ecco quali sono e quanto costano. “E soltanto noi paghiamo il tributo per la bonifica al Consorzio Tevere-Nera”

Hanno nomi improbabili, si nascondono nelle pieghe nelle bollette e dei tributi e costano ai ternani oltre 17 milioni di euro l’anno. A fare i conti delle tasse “occulte” è la Uil: “Ogni famiglia paga in media 400 euro l’anno”.

Occulte – spiega una nota diffusa dal sindacato - perché le paghiamo senza renderci conto e si aggiungono a quelle note come Irpef, Iva, Imu, addizionali Irpef regionali e comunali, Irap, accise sui carburanti, bollo auto e chi più ne ha più ne metta. Le ‘occulte’ le troviamo puntualmente sulle bollette del gas, della Tari, sull’assicurazione oppure al momento di acquistare un’auto o uno scooter. Parliamo di imposte che sono delle vere e proprie tasse sulle tasse: Arisgam, Irba, Tefa, Ipt, imposta Rc auto”.

Il dossier Uil analizza poi nel dettaglio queste tasse occulte. Partendo ad esempio dall’Arisgam, ossia “una addizionale regionale che ci costa ben 2.200.000 euro. Si applica sul consumo del gas metano sia per usi domestici che per usi industriali. È stata istituita nel 1990 ed è facoltà della Regione abolire tale imposta. L’entità del tributo viene stabilita dalla Regione Umbria. L’imposta provinciale di trascrizione (Ipt) costa ai ternani 6.220.000 euro e si applica su tutte le formalità di trascrizione, iscrizione ed annotazione relative ai veicoli, richieste al Pubblico registro automobilistico (Pra) e su quelle che si basano sui titoli destinati alla pubblicità nel Pra (per esempio, l’iscrizione originaria o prima iscrizione di un veicolo nel PRA; l’iscrizione dell’ipoteca legale a favore del venditore o del sovventore del prezzo; l’iscrizione dell’ipoteca convenzionale a favore di altri creditori; i trasferimenti di proprietà del veicolo; la rinnovazione dell’ipoteca; la cancellazione parziale  di una iscrizione dell’ipoteca). L’Ipt è stata istituita nel 1997 e si applica sulla base di una apposita tariffa che fino a 53 Kilowatt è un importo fisso che ammonta a 150,81 euro, al di sopra si pagano 3,51 euro per ogni kilowatt aggiuntivo. La tassa è introitata dalla Provincia di Terni”.

C’è poi l’imposta sulle assicurazioni contro la responsabilità civile veicoli (Rca) il cui gettito dal 1999 è devoluto alle Province. L’imposta si applica sulle polizze assicurative, nella misura del 12,50% del premio, dei veicoli a motore (esclusi i ciclomotori) dove hanno sede i Pra nei quali i veicoli sono iscritti e di macchine agricole nel cui territorio risiede l’intestatario della carta di circolazione. “Questa tassa – spiega la Uil - viene introitata dalla Provincia di Terni che applica l’aliquota massima del 16%. Costa ai ternani 8.700.000 euro all’anno”.

Il tributo per l’esercizio delle funzioni di tutela, protezione ed igiene dell'ambiente (Tefa) è applicato alle tariffe e/o alla tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani. È stato istituito nel 1992 ed è commisurato alla superficie degli immobili assoggettati dai Comuni alla tassa per lo smaltimento dei rifiuti (Tari) e soggetti passivi sono gli stessi sui quali grava la predetta tassa/tariffa comunale. L’aliquota è stabilita annualmente dalla Provincia. “Ai ternani – ricostruisce la Uil - il Tefa costa ogni anno 2.350.000 euro”.

“Nel caso del territorio provinciale – aggiunge il sindacato - vi è poi il tanto odiato tributo del Consorzio Tevere-Nera che, per responsabilità della Regione dell’Umbria, grava sui ternani (e sui folignati) mentre sul resto del territorio regionale la tutela idrogeologica avviene esclusivamente con fondi pubblici”.

Secondo quanto calcola Luigi Veltro della Uil Servizio politiche territoriali, per le Regioni e Province complessivamente queste tasse occulte portano ad un introito di 4,9 miliardi di euro all’anno.

“Sono veramente troppe le tasse che gravano sulle famiglie e le imprese - commenta Gino Venturi, segretario della Uil Terni - e la fiscalità locale che in nome del federalismo fiscale doveva sostituire in parte quella nazionale in realtà è finita per essere semplicemente aggiuntiva alla stessa. Il peso per le famiglie della fiscalità locale è decisamente eccessivo”.

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