Economia

Virus e crisi, fumata grigia a Palazzo Spada: più spazi all’aperto per i locali, ma niente sconti sui rifiuti

Comune di Terni a confronto con le associazioni di categoria in vista delle riaperture del 26 aprile. Franceschini (Confartigianato): bene il suolo pubblico, insoddisfatti per la gestione della Taric

Soddisfatti, non troppo. Rimborsati, sicuramente no. Associazioni di categoria (Confartigianato e Confcommercio Terni) hanno incontrato i vertici di Palazzo Spada – il sindaco Leonardo Latini e gli assessori Orlando Masselli e Stefano Fatale - per un confronto sulle misure da adottare in vista delle riaperture previste dal prossimo 26 aprile. Ma al centro della discussione anche le richieste delle imprese – per bocca delle associazioni di categoria – rispetto alla necessità di intervenire sulla tassazione locale.

Di carne al fuoco ce n’era dunque un bel po’, ma quella che emerge dalla riunione è una fumata grigia. Palazzo Spada ha sicuramente messo in cantiere l’intenzione di incrementare gli spazi all’aperto per bar, locali e ristoranti. E questo, rivedendo anche le aree pedonali, magari intervenendo su fasce orarie o particolari giorni della settimana, per tutelare da una parte le attività degli esercenti, ma anche per garantire la fruibilità del centro storico ai residenti. Evidente è però che la “discriminante” dei dehors penalizza quella porzione di operatori che non dispongono di spazi all’aperto o che magari non ne hanno a sufficienza.

Tutto da verificare poi il tema dei costi. Fino a giugno, la tassa sull’occupazione del suolo pubblico è sospesa. Per i mesi successivi occorrerà attendere eventuali decisioni del governo nazionale visto che l’autonomia finanziaria del Comune di Terni, in dissesto, è più che limitata.

“Se da una parte apprezziamo la disponibilità di Palazzo Spada sulla questione degli spazi all’aperto – commenta Mauro Franceschini, direttore di Confartigianato Terni – dall’altra non siamo per niente soddisfatti della gestione della Taric”, la tariffa sui rifiuti.

L’impegno di Palazzo Spada è infatti limitato alla verifica di eventuali spazi per una dilazione degli importi, che però restano quelli che nei giorni scorsi hanno fatto saltare sulla sedia gli operatori. Di fatto, si paga come un qualsiasi anno normale. “Ma di normale, l’anno che abbiamo attraversato – dice ancora Franceschini – ha avuto ben poco”.

La richiesta di Confartigianato era non solo quella di ottenere una dilazione dei tempi di pagamento, ma anche di ridistribuire il costo fra utenze domestiche e non domestiche.

“Chi ha lavorato con il servizio d’asporto – spiega Franceschini – ha avuto un fatturato che è stato pari al 20% rispetto al volume d’affari che avrebbe generato con la clientela in presenza, ma si ritrova a pagare la tariffa per intero. E non basta dire che questo genere di attività ha prodotto un maggior numero di rifiuti. Questo può essere anche vero, così come è vero però che quei rifiuti si sono spostati dalle attività alle case”.

“Non voglio scaricare questo costo sui cittadini – aggiunge – ma voglio soltanto dire che spalmare questi aumenti su una platea più ampia e che ha sicuramente avuto una riduzione dei redditi più contenuta rispetto agli operatori della ristorazione, avrebbe avuto un impatto meno forte su categorie che fino ad ora sono state tra le più colpite dall’emergenza sanitaria”.

La posizione di Confcommercio 

“Nell’incontro abbiamo riscontrato la disponibilità del Sindaco ed Assessori competenti a fare ulteriori verifiche circa la percorribilità delle richieste fatte sia sul piano della fiscalità che della messa a disposizione di spazi extra per allestimenti all’esterno dei locali. Vogliamo interpretare l’incontro come interlocutorio ed attendiamo ulteriori determinazioni da parte della Amministrazione”.

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