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Giovedì, 30 Maggio 2024
Economia

Tct Terni, la vertenza in Prefettura: "Onorare il contratto d’appalto in essere fino alla scadenza"

Il dibattito nel corso della seconda e terza commissione congiunta svoltasi presso la sala conferenze del Videocentro e l'incontro in Prefettura

La vertenza di Tct Terni entra ufficialmente a palazzo Spada o meglio, in questo caso, nella sala conferenze del videocentro. A seguito di una richiesta di convocazione su un tema piuttosto delicato che interessa direttamente cinquantadue dipendenti, pervenuta da Senso civico, Movimento cinque stelle e Partito democratico, si è tenuta la seconda e terza commissione congiunta. Ha partecipato l’assessore preposto Stefano Fatale mentre non erano presenti rappresentanti delle due aziende interessate ossia Tct ed Acciai Speciali Terni.

Il capogruppo del Movimento cinque stelle Federico Pasculli ha motivato la richiesta di convocazione: “Stiamo monitorando passo dopo passo l’evoluzione della vertenza. Un problema che va assolutamente risolto. La politica deve lavorare affinché non si rompa il patto con il territorio. Il nostro interesse è quello di ascoltare gli aggiornamenti delle parti sociali. Siamo pienamente d’accordo con le richieste dei dipendenti e dei sindacati in riferimento al mantenimento del posto di lavoro. Pertanto è necessario procedere con una richiesta formale per poi dare mandato al sindaco.”

Ad intervenire alcuni rappresentati delle sigle territoriali presenti. A tal proposito Alessandro Rampiconi ha ricordato che: “La vertenza non è chiusa ed è un bene mantenere alta l’attenzione. La commissione poteva essere più utile dopo l’incontro prefettizio (ore 11.30 alla presenza del sindaco e delle rappresentanze aziendali ndr). L’accordo stipulato tra le parti interessate – ha ricordato le ultime vicissitudini - è stato messo in discussione da scelte commerciali legittime da parte delle aziende. Abbiamo ricominciato la mobilitazione e richiesto di essere convocati nuovamente. Vogliamo sapere dalle due parti chi si farà carico di questi 52 lavoratori”.

Successivamente Giovacchino Olimpieri ha aggiunto: “La situazione vertenziale non si è conclusa. Ci sono 52 lavoratori che non possono essere messi in quiescenza, poiché tutti dall’età compresa tra i 40 e 50 anni. Un’azienda nata da una verticalizzazione del Tubificio. Non ci possiamo permettere di perdere ulteriori posti di lavoro”.  Al microfono poi Simone Liti ha affermato che: “Dobbiamo creare dei percorsi che si trasformino in atti concreti. Dovremo trovare una soluzione per i 52 lavoratori. Siamo in grado di trovare una soluzione?” si è domandato rivolgendosi agli esponenti della politica locale. Infine Daniele Francescangeli: “Il percorso politico deve partire da una base. Stiamo parlando di un asset strategico per Terni. La Tct non nasce per caso ed il rischio è quello di far sparire tale prodotto nel nostro territorio. La lavorazione del tubo è un qualcosa di essenziale e porta un vanto. La commissione è una forma di confronto. Invito l’amministrazione comunale ad aprire un focus. Nelle fasi della lavorazione a valle c’è un indotto industriale il quale può essere sviluppato”.

In rappresentanza dell’amministrazione comunale l’assessore Stefano Fatale: “Non si parla di una crisi ma di un riassetto industriale. Pur essendo lecito, legittimo non deve colpire i lavoratori di una filiera importante che ha il suo mercato”. Ultimo intervento a cura di Emilio Trotti: “Fare una commissione quando ancora il tavolo prefettizio non è stato fatto è inutile. In precedenza era stata convocata una riunione ministeriale alla presenza dei rappresentanti regionali. Qualcuno ha chiesto spiegazioni sulla filiera del tubo?”. Se ne riparlerà una volta conosciuti i dettagli dell’incontro in Prefettura.

Aggiornamento

Al termine del confronto in Prefettura tra le parti interessate, la nota di Arvedi Ast: “Si è svolto questa mattina, martedì 21 febbraio, un aggiornamento sul tavolo per la Tct, convocato dal Prefetto Giovanni Bruno, al quale hanno preso parte l’Amministratore delegato di Arvedi Ast Dimitri Menecali e l’Amministratore unico del Tubificio Alessia Balloriani. I manager hanno ribadito che il Tubificio di Terni chiede a Tct di onorare il contratto d’appalto in essere, rinnovato a maggio 2021, fino alla sua scadenza di marzo 2024.  Pertanto nulla osta alla normale prosecuzione delle attività di Tct, stando ai termini contrattuali”

Ed ancora: “Nel corso dell’incontro Menecali e Balloriani, hanno sottolineato comunque che l’esecuzione e l’inadempimento di un contratto costituiscono una materia da affrontare tra parti private. Mentre per eventuali criticità occupazionali che dovessero insorgere conseguentemente al mancato rispetto del contratto d’appalto da parte di Tct, come ripetutamente dichiarato, anche a seguito delle rassicurazioni verbali fornite dal presidente Giovanni Arvedi, l’azienda contribuirà a risolverle. A conclusione dell’incontro, i manager hanno ringraziato il Prefetto di Terni per l’interessamento”.

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