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Guido Kerkhoff

Guido Kerkhoff

ThyssenKrupp, con lo "spezzatino" Kerkhoff resta in sella

Il Consiglio di sorveglianza ha dato il via libera allo spin off delle due nuove società Industrials e Materials, confermato l'amministratore delegato. Pellens nuovo presidente

Lo "spezzatino" in salsa tedesca piace agli azionisti e consente a Guido Kerkhoff di rimanere alla guida della ThyssenKrupp. L'incarico ad interim che gli era stato affidato dopo le dimissioni di Heinrich Hiesinger è stato confermato dal Consiglio di sorveglianza della multinazionale tedesca nel corso della riunione nella quale è stata approvata all'unanimità la proposta del Consiglio Esecutivo di dividere il gruppo in due società separate, Industrials e Materials (dove confluiranno le acciaierie di Terni).

Kerkhoff ha ottenuto un nuovo contratto quinquennale e assumerà così in modo permanente la gestione del gruppo. Anche il contratto con il il responsabile delle risorse Oliver Burkhard è stato rinnovato fino al 30 settembre 2023 mentre quello di Donatus Kaufmann era già stato esteso lo scorso anno fino al 31 gennaio 2022. Ora si prevede di aggiungere un direttore finanziario che sarà individuato nel prossimo futuro dal comitato esecutivo.

"Desidero ringraziare il Consiglio di sorveglianza per la fiducia e il chiaro sostegno che ha dato al nuovo assetto programmato di ThyssenKrupp proposto dal comitato esecutivo. Ora possiamo finalmente dare ai nostri dipendenti un chiaro orientamento per il futuro dell'azienda. La nostra soluzione è responsabile e serve ugualmente gli interessi di dipendenti, clienti e azionisti. Già ieri Oliver Burkhard ha raggiunto un accordo generale con i rappresentanti dei dipendenti del Consiglio di sorveglianza. Questo fornisce certezza per i nostri dipendenti. Le due future società non saranno solo denominate ThyssenKrupp, ma vivranno anche i valori e la cultura di ThyssenKrupp ".

Il Consiglio di sorveglianza ha poi eletto all'unanimità anche il nuovo presidente, il 62enne Bernhard Pellens, che prende il posto dell'altro dimissionario Ulrich Lehner. "Con il nuovo assetto - ha commentato Bernhard Pellens, membro del Consiglio di sorveglianza dal 2005 e  professore di economia aziendale e contabilità internazionale presso la Ruhr University di Bochum e professore onorario all'Università Tongji di Shanghai - Tk sta facendo un coraggioso passo avanti e ora ha un piano convincente per avvicinare le aziende ai loro clienti e aumentare le loro prestazioni. Ciò andrà a vantaggio di azionisti, clienti e dipendenti". 

Si va dunque delineando la strategia futura della multinazionale tedesca e con esso anche l'assetto manageriale. Ora c'è un ad nel pieno delle sue funzioni che potrebbe certamente fornire un quadro più chiaro anche sul futuro delle acciaierie di Terni di quanto non poteva fare il responsabile delle relazioni esterne Peter Sauer nel corso dell'ultimo incontro al Mise. Governo, istituzioni locali e sindacati attendevano proprio queste mosse per tornare intorno a un tavolo già a novembre e questa volta potrebbe essere chiamato proprio Kerkhoff a dare spiegazioni. 

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