Ast, azienda e sindacati ancora distanti sul nuovo piano industriale

Timide aperture su una integrazione degli investimenti ma restano sospesi tutti i nodi su occupazione e prospettive di sviluppo: nuovo incontro il 20 dicembre, i lavoratori vogliono tornare al Mise

Le acciaierie di Terni

Accordo ancora lontano sul nuovo piano industriale delle acciaierie di Terni. Le posizioni di sindacati e azienda continuano a essere distanti anche dopo il secondo incontro che si è tenuto nel pomeriggio a Roma. Dall'amministratore delegato di viale Brin, Massimiliano Burelli, che ha ribadito le difficoltà di mercato in cui si trova a operare Ast, è arrivata soltanto una timida apertura rispetto a un incremento di circa 10 milioni di euro sul fronte degli investimenti, che nel piano illustrato nei giorni scorsi ora sono fermi a 40 milioni in due anni, e la previsione di un aumento della produzione nell'area a freddo. 

Troppo poco per le organizzazioni nazionali e territoriali dei sindacati dei metalmeccanici per i quali, sullo sfondo della complicata situazione della Thyssen Krupp,  invece restano ancora appesi i problemi relativi all'occupazione - con la riduzione della forza lavoro prevista di circa 70 unità - e al futuro delle businnes unit di Tubificio e Società delle fucine.

"Purtroppo registriamo ancora ad oggi - dicono congiuntamente Fim Cisl, Fiom Cgill, Uilm, Fismic e Usb - un approccio non pienamente condivisibile in merito agli impegni che la multinazionale vuole assumere su Terni nei prossimi due anni. Pur registrando disponibilità a ragionare, da parte del management aziendale, su modifiche rispetto alle questioni esposte, siamo ancora ad oggi ad esprimere insoddisfazione rispetto a quanto complessivamente presentato".

Azienda e sindacati si sono dunque dati un nuovo appuntamento per il prossimo 20 dicembre "che avrà come obiettivo quello di concretizzare e certificare gli avanzamenti da noi richiesti e che auspichiamo si possa giungere ad una condivisione degli obiettivi e degli impegni". In quella sede, dunque, si valuterà concretamente se l'azienda è intenzionata a dimostrare attraverso il piano industriale che Ast è tornata realmente strategica per Thyssen Krupp e che malgrado la difficile situazione di mercato non si può accettare un piano di ridimensionamento per lo stabilimento di viale Brin. 

In ogni caso, che ci sia un accordo o meno, i sindacati hanno chiesto che ci sia un successivo passaggio al Mise a chiusura e verifica dell'accordo firmato il 4 dicembre 2014. Lo chiedono come garanzia anche alla luce dei continui rimpalli tra azienda e istituzioni locali, la Regione in particolare, sul rispetto dei contenuti di quell'accordo. Anche oggi Burelli avrebbe nuovamente sottolineato le "mancanze" della parte pubblica smentendo peraltro che Ast abbia un progetto di ricerca da 14 milioni da finanziare nell'ambito dell'area di crisi complessa come diffuso nell'ultimo incontro che si è tenuto lunedì a Terni con il vicepresidente della Regione, Fabio Paparelli. 

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Intanto il 4 dicembre dovrebbe arrivare la firma sull'assegnazione dell'appalto del progetto di recupero delle scorie ai finalndesi di Tapojarvi Oy mentre azienda e organizzazioni sindacali torneranno a incontrarsi anche il 6 dicembre per iniziare la discussione sulla piattaforma integrativa. "La società ci deve dire - sussurranno dai sindacati - ci deve dire quale è la percentuali degli utili che intende ridistribuire sui lavoratori". Nel frattmepo Burelli, alla fine dell'incontro,  ha informato le segreterie territoriali del valore raggiunto sul premio di risultato che complessivamente corrisponde per il 2017/2018 a 532 euro. "Pertanto sul cedolino del 10 dicembre saranno elargiti i 292 euro di conguaglio", dicono i sindacati.

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