Apre i battenti “Nena, officina creativa”: “Così la mia vita ricomincia a cinquant’anni”

La sfida di Monia: “Ho cominciato a lavorare a sedici anni in un negozio storico di Terni, ma questa città è cambiata. Mi sto mettendo in gioco e mi assumi tutti i rischi: se credi in qualcosa, la speranza vince sulla paura”

Foto Claudio Giusti

“Certo, il rischio di fallire è dietro l’angolo, ma cerco nel mio piccolo di rassicurare le mie insicurezze e di limitare i passi falsi. Credo fortemente nel mio progetto e quando credi fortemente in qualcosa, alla fine la speranza vince sulla paura. Sto inseguendo il mio sogno, mi sto mettendo in gioco e mi sto assumendo tutti i rischi. Male che vada, posso sempre dire di averci provato e si sa: nella vita un rimorso è sempre meglio di un rimpianto”.

La vita di Monia Sturiale ricomincia a cinquant’anni. Classe 1971, ha iniziato a lavorare a sedici anni in un negozio storico di Terni. “Era una città molto diversa: una città viva, una piccola Parigi italiana. Col tempo, è cambiata la città, è cambiato il commercio e sono cambiata anche io. Alla soglia dei 50 devi fare conto con il fatto che non sei più negli anni ‘80”.

nena1-2La sfida di Monia si chiama “Nena officina creativa. Un mondo felice”. Nena era la nonna di Monia, alla quale era legatissima. E che per lei rappresentava un mondo davvero felice. Si tratta di una bottega artigianale che trova spazio in via dell’Ospedale. “È un’officina dove realizzo e vendo delle creazioni artigianali interamente fatte a mano: oggettistica per la casa, bijoux e decorazioni di Natale e non”.

“Da quando si è sparsa la voce che sto aprendo un’attività – racconta Monia - i chi te lo fa fare? di amici e conoscenti si sprecano. Invece, io ritengo che è nei momenti di profonda crisi che ti rendi conto che non hai più nulla da perdere. L’alternativa è tra sprofondare o tentare di sopravvivere. E quando sopravvivi, capisci che devi fare di più. Così ho deciso di concentrare tutte le mie energie in questo progetto, che poi in realtà era il sogno di sempre”.

“Non sono più giovanissima e sicuramente cominciare un’attività a quest’età è più difficile, ma io sono del parere che non  è mai troppo tardi. Probabilmente le cose arrivano quando i tempi sono maturi e quando tu sei pronta ad affrontarle”.

Una sfida nella sfida sta anche nel fatto di riuscire a interpretare i tempi, le nuove regole del commercio e sfruttare i mezzi che la tecnologia ormai mette a disposizione. “Un esempio su tutti è quello del mondo dei social. Oggi non basta una vetrina fisica, ne serve una virtuale. Ok al passaparola, ma su Facebook o Instagram è tutto più amplificato. Si parla di newsletter, community, followers e io sono un’artigiana e con tutto questo mondo ho molta poca dimestichezza. Motivo per cui – spiega - in questa esperienza ho deciso di farmi aiutare da mia figlia che ha 28 anni e una laurea in comunicazione e marketing”.

nena2-2“Adoro che si tratti di un’impresa tutta al femminile, data l’enorme difficoltà per le donne di trovare un impiego al giorno d’oggi. Al momento – ricorda Monia - in Italia ci sono 470mila donne occupate in meno rispetto agli anni passati. Ci sono più laureate donne che uomini, ma siamo ugualmente al penultimo posto della graduatoria europea in termini di occupazione femminile. Abbiamo stipendi più bassi, a parità di mansione, dei nostri colleghi maschi. Senza contare che da noi si pretende il triplo: dobbiamo essere donne in carriera, buone madri e perfette casalinghe. Stereotipi ormai stantii”.

“Non si trova lavoro da laureata, figurarsi se non hai studiato. Se io non avessi aperto la mia attività, probabilmente nessuno mi avrebbe offerto un lavoro. Parlano di continuo di fondi europei, di pari opportunità, di stanziamenti a fondo perduto... Eppure io ho aperto Nena officina creativa con le mie forze e un piccolo fido in banca”. E la voglia di ricominciare.

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