Agricoltura, il “buco nero” di Agea: pagamenti previsti entro marzo

Ci sono circa 4.800 domande in arretrato per gli anni 2015, 2016, 2017. Le rassicurazioni della Regione: via alle procedure. Ma 1.500 aziende non riceveranno nulla e il 6-7% rischia di entrare in crisi

Prima le buone notizie. Entro il prossimo mese di marzo, sono previsti pagamenti per circa 3.000 aziende agricole che aspettano i contributi previsti dalla programmazione europea dal 2015, 2016 e 2017. Almeno 1.500 imprese non riceveranno nulla perché “non pagabili” visto che, presumibilmente, sono “mancanti dei titoli necessari”. E nel frattempo, il 6-7% delle imprese agricole dell’Umbria – e del Ternano – rischiano di entrare in crisi per i mancati pagamenti.

Il “buco nero” di Agea è stato oggetto di una riunione della prima commissione consiliare della Regione, presieduta da Andrea Smacchi (Pd) a cui ha preso parte il direttore dell’Agenzia che svolge il ruolo di organismo pagatore, Gabriele Papa Pagliardini, alla presenza dell’assessore regionale all’agricoltura, Fernanda Cecchini.

“Il primo decreto di pagamento – ha detto Smacchi a margine della seduta - avverrà la prossima settimana con 1,5 milioni di euro da subito a disposizione delle aziende. Lo sforzo che la Regione sta facendo, farà sì che l’Umbria possa scalare ancora tra le Regioni maggiormente sviluppate per livello di spesa. Entro il 2019, un’istruttoria durerà al massimo un anno, con erogazioni che verranno effettuate nei successivi 18 mesi”. L’auspicio comune della Commissione, rivolto ad Agea, è quello che si possa intervenire nei tempi più brevi possibili per la soluzione di alcune criticità che stanno mettendo in difficoltà molti agricoltori umbri.

Dall’avvio della programmazione, sono state erogate risorse per 281milioni di euro, somme già pagate agli agricoltori umbri. I beneficiari sono circa 37.300, distinti tra misure ad investimento (1.300) e misure a superficie (36.000). Secondo Pagliardini, in Umbria “le percentuali di criticità non raggiungono un dato di allarme rispetto all’erogazione delle risorse. C’è un certo numero di agricoltori che soffrono per la mancata erogazione delle risorse, ma si tratta di una percentuale particolarmente contenuta (dal 6 al 7 per cento) per il 2015 e 2016. Va considerato che l’erogazione degli aiuti non è automatica, ma prevede istruttorie sulle singole domande perché gli aiuti siano riconosciuti ai beneficiari. Non tutti quelli che fanno domanda di aiuto sono legittimati a riceverlo. Il vulnus è che molto spesso gli agricoltori non sono a conoscenza del perché non hanno ricevuto le risorse”.

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Se, dunque, nelle prossime settimane sembra si potrà superare il blocco dei pagamenti, il rischio è che “le stesse difficoltà incontrate in questa programmazione, a regole invariate, ci saranno anche nella prossima. La regola di fare una programmazione su sette anni impone, ogni sette anni di riscrivere le procedure informatiche per il trattamento delle domande. Non vengono dunque patrimonializzati i risultati raggiunti. Se non cambia la metodologia – ha sottolineato Pagliardini - con ogni probabilità si avranno le stesse difficoltà anche nella prossima programmazione” anche se sembra che la Commissione europea abbia “definito una nuova proposta di regolamento comunitario sulla programmazione 2021-2027 che tiene conto di queste difficoltà”.

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