Ast, il futuro dell'acciaio arroventato dal caldo delle polemiche

Bruni (Fismic) replica alle accuse della Cgil: "Nessuno vuole rompere l'unità sindacale, la mia una critica politica a chi chiede solo ora quello che da anni il sindacato chiede al Governo"

Marco Bruni, a destra, e il segretario della Fismic Olimpieri

"Nessuno vuole rompere il fronte sindacale, alla Cgil stiano tranquilli: non amo l'estate e non può essere stato un colpo di calore". Il coordinatore della Fismic nella rsu di Ast, Marco Bruni, replica così alle critiche della Cgil sullo sfogo scritto su Facebook dopo l'ultimo incontro in Regione sul futuro delle acciaierie di Terni.

"La mia era una critica politica nei confronti di chi chiede soltanto ora quello che il sindacato chiede da almeno tre anni ai Governi che si sono succeduti", afferma Bruni che sottolinea l'eccessivo nervosismo della governatrice Marini e del vicepresidente della Regione Paparelli "che nel corso della riunione hanno continuamente attaccato il Governo e Di Maio mentre in passato, nella stessa situazione, non hanno certo usato gli stessi torni". "La Fismic - prosegue - ha sempre chiesto il coinvolgimento della ThyssenKrupp. In uno degli ultimi incontri al Mise il nostro segretario provinciale Olimpieri ebbe anche una discussione con il dottor Castano perché chiedevamo la presenza dei rappresentanti del Governo e della multinazionale tedesca. Sono contento dunque che anche le istituzioni ora vogliono la stessa cosa e non ho mai detto, come sostiene la Cgil, di essere soddisfatto della convocazione da parte dell'ufficio vertenze e aziende in crisi del Mise diretta da Castano". Insomma, il problema è solo della prospettiva politica che è cambiata a seconda del punto di vista degli osservatori, protagonisti di ieri e di oggi.

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"Se invece qualcuno vuole vedere nelle mie parole il tentativo di rompere il fronte sindacale forse è perché gli fa comodo dal punto di vista politico e questo non fa che rafforzare il pensiero che ho espresso sui social. Quanto all'assenza della Fismic nella lettera di convocazione al Mise si sarà trattato sicuramente di una dimenticanza visto che il nostro sindacato ha sempre partecipato a pieno diritto a tutti i tavoli ministeriali". 

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