Ast, Paparelli attacca Castano: parole preoccupanti

Il vicepresidente della Regione: "Se il Governo pensa che il futuro delle acciaierie sia la vendita a un gruppetto italiano senza soldi e prospettive ridimensionamento inevitabile". L'Usb: serve un ruolo diretto dello Stato

Il vicepresidente della Regione, Paparelli

"Le parole pronunciate da Castano su Ast durante la riunione di ieri e ribadite in occasione della inaugurazione di Go Source sono molto preoccupanti". Così il vicepresidente della Regione, Fabio Paparelli, attacca dalla propria pagina Fb il responsabile dell'Unità vertenze del ministero dello Sviluppo economico che ha coordinato il tavolo con ThyssenKrupp, istituzioni e sindacati di martedì. Nel mirino le dichiarazioni sugli auspici di Castano per un acquirente italiano per l'Ast che hanno rilanciato così le indiscrezioni dei mesi scorsi circa l'interessamento di Arvedi in cordata con il fondo di investimento Elliott di cui la ex ad di viale Brin, Lucia Morselli, è rappresentante in Italia.

"Se il Governo pensa che il futuro delle acciaierie di Terni sia la vendita a qualche 'gruppetto italiano' senza soldi e senza prospettive di sviluppo, magari affiancato da qualche fondo finanziario, il ridimensionamento occupazionale del sito ternano sarà inevitabile e le politiche industriali nel settore, strategico della siderurgia, saranno un fallimento per il Paese. Unica novità positiva è la richiesta prodotta dalla Regione di riapertura delle agevolazioni legate all’amianto, cui i presenti non hanno risposto , così come sono stati evasivi sulle soluzioni rapide alle criticità ambientali. Tutto ciò inoltre è accompagnato da modalità di gestione delle vertenze e delle relazioni istituzionali assolutamente improvvisate, che la dicono lunga. Se il consulente Castano e il vice capo di gabinetto Soriel gestiscono le vertenze senza alcun membro del Governo presente, con la sola presenza in veste di uditori di qualche parlamentare, a volte solo 'amico', siamo già fritti. Se gli stessi funzionari e consulenti si occupano poi anche della vendita delle industrie manifatturiere italiane, dalla padella si va dritti nella brace. E se tali modalità vengono avallate anche dalla assenza del sindaco di Terni, allora il quadro è completo".

L'Usb: serve un ruolo diretto dello Stato

Le parole di Giampietro Castano finiscono nel mirino anche dell'Usb. "Castano al Mise - dicono dalla Federazione lavoro privato di Terni - ha dichiarato che il nostro Paese non può permettersi di perdere la produzione di acciai speciali e che l’Italia ha le condizioni per poter garantire un futuro alla stessa, anche dal punto di vista societario, qualora la multinazionale tedesca dismettesse. Noi continuiamo invece a credere che senza un ruolo diretto dello Stato in un settore strategico dell’economia qual è la siderurgia, non si potrà seriamente tutelare occupazione, ambiente, salute e produzione".

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Il sindacato si è dichiarato complessivamente insoddisfatto dell'incontro e delle "fortemente contradditorie" dichiarazioni della multinazionale sulle prospettive di Ast. "Se per ThyssenKrupp - dicono - quello di Terni non è uno stabilimento strategico, lo è di certo per i lavoratori, per il nostro territorio e per il nostro Paese. La produzione di acciai speciali va salvaguardata, senza dimenticarsi delle questioni ambientali, a partire dalla necessaria bonifica delle discariche e dalla sicurezza, considerato che sono ben otto i lavoratori uccisi sul lavoro negli ultimi anni negli stabilimenti italiani della ThyssenKrupp. Per queste ragioni abbiamo chiesto di avviare un percorso, per passare dalle attuali vaghe promesse di Sauer ad impegni concreti della multinazionale, sul nuovo piano industriale".

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