Vendita Ast, Paparelli contro tutti: vogliono rubarci la fabbrica

Il vicepresidente della Regione attacca i potenziali acquirenti, il Governo e il sindaco di Terni

Il vicepresidente della Regione, Fabio Paparelli

 "Dopo il furto dei fondi per le periferie ternane, assisteremo al furto della fabbrica che ha fatto la storia della città?". Ne ha per tutti il vicepresidente della Regione, Fabio Paparelli, commentando l'interesse di Marcegaglia per le acciaierie di Terni e le perplessità dei sindacati sull'eventuale operazione italiana con Arvedi. Sotto attacco finiscono non solo i potenziali acquirenti nuovamente etichettati come "senza prospettive di sviluppo" e ancora il Governo e il sindaco di Terni, Leonardo Latini. 

“Qualche giorno fa, in occasione dell’inaugurazione di Go Source - afferma - ho evidenziato la medesima preoccupazione che le organizzazioni sindacali oggi giustamente e ancora una volta sottolineano, rispetto ai presunti interessamenti relativi all’acquisto di Ast. Le parole pronunciate da Castano su Ast durante la riunione al Mise e ribadite in occasione della inaugurazione di Go Source sono molto preoccupanti e fanno il paio con quelle odierne di gruppi Italiani interessati alle acciaierie di Terni. Il Governo, assente dal tavolo al Mise al pari del sindaco di Terni, e lo stesso sindaco, troppo indaffarato forse con le baruffe, le querele e le vicende giudiziarie della sua maggioranza, pensano che il futuro delle acciaierie sia la vendita a qualche gruppo italiano senza prospettive di sviluppo, magari affiancato da qualche fondo finanziario, con il solo obiettivo del ridimensionamento occupazionale del sito? È questo che vuole il governo del cosiddetto cambiamento per Terni? Dopo il furto dei fondi per le  periferie ternane, assisteremo al furto della fabbrica che ha fatto la storia della città? Che Terni ci aspetta, se questo è l’orizzonte? Dopo mesi di attese e richieste di capire le intenzioni del governo su Ast e sulla siderurgia italiana, abbiamo assistito alla presa in giro della riunione del Mise. Di Maio sapeva dell’ interesse oggi reso esplicito di gruppi Italiani interessati, viste anche le dichiarazioni di Castano di qualche ora dopo ?  È mai possibile che ci si muova in assenza di una visione di politiche industriali in un settore manifatturiero strategico  come quello della siderurgia?"

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